Ricordo
che facevo spessissimo quella tratta, nel mio infelice periodo
di frequenza universitaria a Palermo...
Io andavo e venivo da Trapani, e si doveva percorrere la A-29,
per un totale di un centinaio di chilometri, non di più.
Arrivati ad una quindicina di chilometri da Palermo, si
arrivava lì, su quel tratto di strada, con quel piccolo
ponte, con quel pezzo di guard-rail colorato di rosso, sì,
proprio di rosso...
E l'orrore, il disgusto, saliva, sempre, ogni sacrosanta
volta, prepotente.
Poco dopo, un cartello indicava: "Capaci".
Non mi ci sono mai abituato, giuro.
Per me, sin da piccolo, Giovanni Falcone è sempre stato una
specie di Eroe.
Cose di Cosa Nostra è stato il primo libro impegnato che
lessi; lo lessi una sola volta, ma ce l'ho ancora scritto qui,
nella testa.
Mi spiegò, improvvisamente ed in maniera chiara, che cosa
voleva dire essere Siciliani.
Oggi non vivo più lì, in Sicilia.
E ne sono contento, anche se mi fa male dirlo. |