Nota
Biografica
Biografia, ovvero
scrittura viva, o vita scritta, che poi a pensarci mi sembra
assurdo scrivere cenni in prosa della mia vita, ché la trovo
in quaderni e quadernini, in versi liberi e rimati la mia
vita. Mi rendo conto del resto che non posso certo sommergervi
di pagine antiche e quindi riassumo: nata a Torino nel 1951 da
madre emiliana e padre umbro (mi scusino i piemontesi D.O.C.
ma le mie origini sono motivo d’orgoglio per me). Spirito
ribelle da subito (non mostro a nessuno le pagelle, infarcite
di 7 di condotta e magari 4 di calligrafia e altre improbabili
materie di studio di quei tempi lontani). Infanzia turbolenta,
adolescenza anche peggio, ma si sa…..erano gli anni caldi
della contestazione giovanile e operaia, non potevo non
parteciparvi con l’anima e la carne. Diploma Magistrale nel
1969, lavoro da subito e mi laureo in Pedagogia nel 1974. La
prima grande fortuna della mia vita è stata quella di
scegliere un lavoro che ancora oggi mi riempie di emozioni
sempre nuove, irrinunciabili. Maestrina quindi, impegnata
politicamente e sindacalmente e poi il matrimonio….due figli
terribili Elisa e Alessio (anche loro abbonati al 7-8 di
condotta e alle contestazioni), splendidi e radiosi; inutile
dire che sono loro la seconda grande fortuna della mia vita.
Separata dal 1994, mi decido ad utilizzare la laurea e ottengo
il passaggio alle Scuole Superiori, dove ho insegnato
Psicologia e Scienze dell’Educazione. Scrivo da sempre le
parole che prendono forma, nonostante me, dalle emozioni che
attraversano i miei giorni. Nessuno aveva mai letto nulla,
sinché non ho scoperto il Web. Ora sono qui a proporvi
brandelli di vita passata e presente e …. giochi (già,
dimenticavo, ho scoperto di adorare i giochi fatti di parole).
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A
MIO PADRE
Di
te ricordo poco,
una
carezza pesante e densa
sui miei capelli.
Un
odore di fatica sul tuo collo.
Una
voce squillante e vivace
echeggiante
profondità per me perdute.
Non
saprò mai quanto in me
potrà
compiere il destino che ti fu negato.
Non
saprò mai quale scintilla vitale
agita
le mie viscere e ti appartiene.
Vorrei che la mia vita
fosse
per te una canzone d'amore.
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SABATO
SCORSO
Stava
solo, silenzioso,
seduto
sulla soglia.
S'accendeva
sigarette stantie.
Saltuari
saluti sopraggiungevano
sui
suoi sorrisi.
Spesso
straparlava:
"Settanta?….sette?….solamente?"
Sempre
sapeva scegliere,
sbirciava
scatole sbiadite,
sfarzose
sferette scintillanti….
sognava,
sempre…
svelava
segreti,
siccome
sapeva stupirsi,
……sempre,
stupiva.
Sgranava
stupore
sui
soliti sfaccendati.
Scherzava
su situazioni scabrose.
Scavezzacolli
s'inventavano sfotto'
sulle
sue saltuarie sbronze.
Sicuramente
si sentiva stanco.
Sabato
scorso saluto',
s'accomiato'
senza strepiti,
semplicemente….si
spense.
S'incammino'
solo, salma scheletrica,
senza
sacramenti, senza salmi,
senza
scomodare sacerdoti,
s'incammino'….sereno.
Sacrilego?
Scettico?
Santo?
Solamente
saggio, suppongo,
saggezza
senile, seppellita spesso senza stile.
Singhiozzi
sinceri
stranamente sopraggiunsero sulla sinistra…..
scavezzacolli sedicenni s'avvicinarono,
silenziosamente…..
sfere scintillanti scivolarono sulla salma…..
….sicuramente
sbocceranno….sogni.
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PRIMAVERA
Primavera
s'arrampica sui muri
gratta, scrosta,
schiarisce pareti
e anfratti bui.
Primavera
mi cola addosso
i suoi colori
e ride...............
..dio, come ride!!
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TU
Tu,
che
srotoli
ad
ogni battito di ciglia
un
tappeto di petali
per
i miei piedi.
Sempre
e per sempre
velluto
sarai sulla mia pelle
…………………....
sempre
e per sempre
……………………..
goccia
rossa amaranto
imperlerà
il
mio sorriso
…………girasole
dei
tuoi occhi.
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SOGNO
Ma se
dall'alto di un faggio
il cielo
mi si sdraiasse addosso,
non di piuma
sarebbe il mio sogno,
ma di mare
salato di te.
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SERA
Ed è ancora
sera,
conosco i suoi colori,
l'incanto che trasuda
dai lembi di quel cielo.
Ed è ancora sera......
ed io con lei,
stringo tra le dita
quel che resta del giorno.
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GERMOGLI
Strani s'affacciano
alla mente pensieri,
cavalcando con maestrìa
spazi di logica rappresi.
Sul melo spuntano gemme.
Incaute
sorridono ,
all'inganno di un timido sole,
che nel gelo di febbraio
le conduce,
abile istrione,
all'impropria fioritura,
che non darà frutti,
non schiuderà colori.
Rassegnata raccoglierò
domani
boccioli raggrinziti, esangui.
Cocciuta,
affondando nella terra
le dita e l'anima,
strapperò alla fertilità derisa
quanto mi basti
per sognare ancora
.....domani!
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UNA
NOCE DI BURRO
Raccolgo in
una noce di burro
la tenerezza
e la fragilità di un figlio.
Con le mandorle amare
cresciute
sull'albero dell'indipendenza
la impasterò.....
Nelle notti più fredde
dell'inverno di una madre,
assaporerò in solitudine
la fragranza
di una vita che sboccia....
.....nonostante me.
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GOCCIA
DI PERLA
Si allargano
onde
di luce e parole
dalla goccia di perla
che racchiude come lacrima
l'essenza.
Succo di viola,
strappato al bosco
odoroso di muschio
in una notte
senza luna,
profuma di te
la goccia
la lacrima
e piove.......
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Ho
in gola un canto
Ho in gola un
canto....
che se lo libero
forerà il cielo
e pioveranno
riccioli
incandescenti
a stupire l'aldilà.
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....e
se sognerò....
....e se
sognerò.........sarà per te
un sogno a 360 gradi
che farà della mia vita
una scenografia palladiana
di prospettive infinite.....
.....e al centro della scena.....tu.
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SENSI
Stride,
strusciando
l'anima,
inquieta da sempre,
per sempre,
figlia
del vuoto.... pulsante
d'infiniti sensi.
Sensi senza storia,
senza domani,
senza confini.
Sensi VIVI
sulla punta delle dita,
nell'umidore del palato,
dove batte
la lingua,
ribelle
al canto
di un giorno
che scuote
le fronde del tempo.
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LÌ..............
lì, dove lo
stelo
graffia timido
la corteccia,
lì...............
nella ruga del tempo
abitavo...........
timida, a spiare
il pallore dei germogli
vergini al sole.
Sole di promesse,
scavalcate
nella corsa al massacro.
Scura, la foglia
di madre rinnegata,
proteggeva gli occhi
dal giorno............
dal vero.............
stendardo di doglie
e d'orgoglio ferito.
Lì...........
nella ruga del tempo,
fattasi ampolla,
ho raccolto
in lacrima
il tuo nome..........
......innesto d'anime.
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PASSO
DI DANZA
Se ne va così.....
a passo di danza
la mia vita.
Balli latini appassionati,
tanghi ....mai ballati,
valzer mousette delicati....
e quei balli di strada...improvvisati
sotto portici di tufo e marmellate
sui palchetti
che odorano di acacia.
Ah...dipingerei quei colli,
quei colori
e il cielo e io,
che stavo dentro tutto questo
come perla
nell'ostrica racchiusa,
come cancro nefasto
destinato a gloria.
Come piccolo, innocente granello di sabbia,
portato dal mare del tempo
sulle rive della vita.
Sulla riva di fresca sorgente,
avara di profumi e tepori,
sulla riva di fiume, largo,
sicuro e melmoso,
sulla riva di torrente insidioso,
mutevole, tumultuoso....
sulla sponda di un mare avido,
che attende il mio arrivo.....
...........a passo di danza.
elamortescandisceogniminutodellamiavita_________________
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ISHTAR
Le porte di Ishtar
si aprirono per lei.
E l'onda blu l'avvolse.
Alla fine della ricerca
trovo' dunque il NULLA........
.........e la PROVA fu superata.
Ma lo SPECCHIO rise, infrangendosi.
E fu prigioniera......
e ancora torri....di sabbia
di pietra
di ghiaccio
soffocarono il cucciolo non nato.
E ancora angoscia e impotenza
lacerarono
LIBERTA'.
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PER
ELISA
Quando,
giovane donna,
coglierai in un lampo d'intuizione
il significato della vita……………..
…………..mi ritroverai al tuo fianco.
Condividerai
con me
l'essenza
più profonda
della
nostra femminilità.
Comprenderai, giudicherai,
e…..se perdonerai
le mie manchevolezze
e le mie esagerazioni,
…..crederai meno in me,
ma…forse…….mi amerai di più.
mamma
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LA
MIA VITA
Giorni,
caldi di sole
densi di eventi
e pensieri……mille.
Meravigliosi
pensieri
di vita, di morte
lotte, vittorie, sconfitte
impotenza e libertà
odio e dolcezza.
Sempre
la passione mi è stata compagna
nei
pensieri, nei giorni, nelle mani
e
l'orgoglio……..
di
vivere, sognare e…….
sbattere
in faccia agli dei
la mia UMANITA' trionfante.
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ERICA
Erica
secca, schiuma e salsedine.
Aria
di tempesta intaglia il dirupo.
Scura,
gonfia,
l'onda
scalpitante
si
fa roano domato
che
conduce ad abissi di quiete
chi
ha scontato il tempo del dolore.
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MILANO
- ROMA, SORELLE D'ITALIA
Lingue
di fuoco, folate di morte.
Menti contorte, trame oscure.
Il
sudario di un dio MORTO
copre le stragi di STATO.
Tumulti
e grida
mi
sveglieranno forse domani.
Impotenza,
tragica, esecrabile
stringe
oggi a pugno le mie mani.
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TERZO
DAL SOLE
Tintinnanti
d'oro e gioielli,
i
biondi capelli morbidamente sparsi sul velluto,
immoti,
rispondevano
al vento d'Africa.
La bocca socchiusa,
umida del giovane vino,
odoroso
a nascondere il sangue.
Prigioniera
dell'ultima Torre,
regina
decadente
d'un
regno d'ossa sbiancate,
sfiancato
da insani banchetti.
Gravida ancora,
di altri vuoti e altre morti,
aspettava il custode della vita,
aspettava chi liberasse l'ultima speranza.
E
lui venne………
…………carico
di storia,
gonfio
d'orgoglio,
ebbro
di nuovi, antichi dei.
E lui venne…………
………..forte e scuro,
ancora vivi i geni di conquista
nei suoi lombi.
Con
pietà e disprezzo
Il
suo sguardo scivolò
Sulle
bianche, molli carni della grande regina
E
per salvare la speranza………l'uccise.
E le genti scarne e voraci
ripulirono il regno.
Lo mondarono col fuoco
lo lavarono col sangue.
E
l'inizio fu ancora splendido e dorato
energie
vitali e nuova linfa percorsero il mondo.
Ma
con esse un germe mutante
dello
stesso umano ceppo
Sbiancò
le brune carni
e
le condusse sull'antica strada dell'imbarbarimento.
Ed essi, "nuovi barbari",
portarono a compimento il fine ultimo
la liberazione DALLA specie.
Finalmente
Terzo dal Sole
sciolse
la sua bellezza
e
illuminò la galassia.
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A
DOMANI..................
e lì......tana-casa,
lì sarò domani
a sorbire dalle tue mani
nettare di vita
che suda di te....di me.
E struscia sul ventre,
serpente di mare
verde e oro,
d'altèro incedere.
S'avvolge in spire
sul mio presente,
sibilando strofe
d'archi e ghironde.
Apnea mi prende di te
nell'abbraccio stordente
del mare di squama
d'eterno vestita.
La trama e l'ordito
che da sempre furon miei
reclamano i tuoi occhi
e la lingua.........ride.
.....a domani......:-))
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