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Jean
Michel Basquiat
la forza sovversiva delle
immagini.
di
Dimitri Fulignati
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Due
anni fa andai a visitare al chiostro del Bramante a Roma
la mostra dedicata a Jean Michel Basquiat. 50 dipinti, e
3 disegni del ’77 e del ’78 fondamentali
poiché riguardavano il momento in cui Basquiat, nato a
New York il 22 dicembre del 1960 da padre haitiano e
madre portoricana e morto a ventisette anni per
overdose, vagabondava per le strade della “Grande
Mela” in cerca del successo e della fama ed
inconsapevole di ciò che solo due anni più tardi, più
o meno nel 1980, avrebbe trovato.
Prendo
spunto da quella mia visita per raccontarvi chi è per
me Jean Michel Basquiat
e cosa rappresenta o ha rappresentato nel mondo
dell’arte e della cultura.
Jean
Michel era geniale, fantasioso, eccentrico e libertino.
Adorava le donne, il jazz, il cinema, l’eroina e gli
amici e proprio uno di loro, Julian Schnabel, gli dedicò
anche un film nel 1999.
Tra
l’altro nel 1981 Jean Michel interpretò se stesso nel
film New York Beat. |
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Amava
leggere di tutto da Omero e Jack Kerouac, anche se non
riuscì mai a conseguire la graduation,
la nostra maturità, si dice per uno scherzo che commise
ai danni del preside della sua High School,
rovesciandogli in testa della schiuma da barba e venendo
espulso. Nello stesso periodo racimolava qualche dollaro
illustrando libri per bambini.
Una volta raggiunto quel famigerato successo che,
durante gli anni settanta, andava ricercando sui muri
della città con i suoi graffiti ed i suoi slogans,
si innamorò anche della moda ed in particolare degli
abiti di Armani che spesso indossava con lo charme di un
Re. |
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Arrivava
la mattina presto in Galleria come se andasse al College
con caffè caldo e croissants per tutti, pronto a
scendere nel basement
dove aveva il suo studio. Non smetteva mai di dipingere
sempre con lo stereo acceso e la musica, compagna
inseparabile, nelle sue orecchie.
Al
suo funerale al Green-Wood cemetary di Brooklyn, il 17
agosto 1988, Jennifer Goode e Suzanne Mallouk
“Venus” leggevano poesie in piedi visibilmente
commosse, ma lontane l’una dall’altra, sua madre
Matilde Andrade bisbigliava qualcosa all’orecchio di
Baghoomian, l’ultimo gallerista di Basquiat e il padre
Gerard la rimproverava …
Basquiat
aveva lasciato nel suo studio 917 disegni, 25 schizzi,
85 stampe e 171 dipinti.
Buon
delirio a tutti.
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