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CARMELO AFRICANO

Nazario Tartaglione, nome d’arte "Carmelo Africano", è un cantautore di 29 anni e proviene da San Severo (FG). Ad oggi ha collaborazione all’album di "Mariapia & Superzoo" dal titolo "altri tipi di storie" di cui ha scritto alcune canzoni e il doppio singolo intitolato "comunque" (edizioni do it your self / sony music) ed ha auto-prodotto l’album etno-pop "Tribù" e "Nomade mediterraneo".

È uscito da poco il nuovo album del cantautore sanseverese AFRICANO, dal titolo “NOMADE MEDITERRANEO”.

 

Perché un nome d’arte come "Carmelo Africano"?

"Carmelo Africano" perché ho voluto sottolineare le mie origini meridionali, essendo la mia una musica che punta a sud, in cui cerco di far venire fuori la mia anima mediterranea, insieme ad un sound pop/rock.

 

Quando hai iniziato a suonare?

Dai quindici anni. La solita chitarra di cartone, i primi accordi e poi una strada che si apre e devi solo percorrerla.

 

Qual è stata la cosa più difficile in questo percorso?

Crederci. La cosa più difficile è senz’altro crederci. Non c’è una scuola o una strada predefinita.

Se vuoi fare il ragioniere vai a scuola, poi lavori in uno studio commerciale … Per i cantautori niente di tutto questo. È una strada che si traccia da soli, e prima di tutto dentro di se.

 

Qual è il tuo obiettivo?

Diventare un musicista sempre migliore. Riuscire ad esprimermi al meglio.

 

Non ti interessa diventare famoso?

Non necessariamente. Mi interessa piuttosto riuscire a rappresentare bene la mia interiorità e attraverso questa raccontare verità comuni. Se lo fai bene, allora la notorietà arriva inevitabilmente, è nell’ordine delle cose. Ma non e’ facile diventare un musicista di questo tipo, io ci sto provando.

 

Che pensi della discografia?

Un grande business dove la musica centra poco o niente. Si cercano voci, personaggi, fotomodelli ed attori. E la musica è un particolare. La canzone è un linguaggio popolare e per questo è disprezzato da molti, e si crede di poterlo utilizzare come si crede. In realtà è un linguaggio di grande potenza e sintesi, fratello della poesia, e dovrebbe essere rispettato di più, insieme a chi lo esprime.

Per non parlare poi dell’incompetenza. Non si può fare il discografico o il produttore, senza essere prima un cantautore. Molti solo perché suonano uno strumento o scrivono testi credono di saper distinguere tra una canzone valida e una no. Non basta. Ci sono molti produttori che sono deejay, violinisti, arrangiatori, autori di testi. È tutta gente che non ha i requisiti per fare il produttore. Non può conoscere quello di cui parla. Ci vuole una conoscenza globale del linguaggio. E poi c’è la sensibilità e il gusto. E quelli sono personali.

 

Hai mai partecipato a dei concorsi?

All’inizio qualcuno, per curiosità. Ma ne sono pentito. Mi dà fastidio vedere situazioni dove un taglio di capelli, un modo di atteggiarsi oppure una bella voce contano più delle idee e delle canzoni. Sarebbe come dire che la voce di un attore e il suo vestito sono più importanti della poesia che sta leggendo. Ma come dicevo è una questione di rispetto per la canzone.

Uno dei motivi per cui è difficile sentire musica che rimanga nel tempo nei grandi circuiti è proprio questo, si cerca male e si dà spazio a gente che non centra niente con le canzoni.

 

 

Chi volesse acquistare il cd "Tribù" o "Nomade mediterraneo" di "Carmelo Africano", al costo di 7 euro cad. (comprese le spese di spedizione) può inviare una e-mail a mediterraneaautori@libero.it

http://www.vitaminic.it/artist/pereira/

ascolta in diretta 

Rudi Mathematici

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