OMAGGIO ai MAESTRI

Speciale Pier Paolo Pasolini

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Sergio Citti, il genio di Torpignattara

 

di Dimitri Fulignati

 

"Pongo Sergio tra Sandro Penna e Moravia. A Sandro Penna egli assomiglia per la totale e quasi santa libertà, l’anarchia assolutamente priva di aggressività, così naturale da non opporsi in alcun modo allo stato di vita degli altri (tutti schiavi!) come alternativa: a Sergio non salterebbe mai in mente di pretendere di offrirsi come esempio o di fare l’apostolato (ch’è sempre terroristico) della sua anarchia. A Moravia egli assomiglia per la rapidità dell’intelligenza e il pessimismo".

Così l’amico Pasolini scriveva di Sergio Citti, pochi anni prima della sua morte e adesso, ad un mese dal trentennale della morte di Pier Paolo, i due si sono ritrovati in qualche osteria dell’aldilà a discutere di politica, poesia, calcio e cinema davanti a due bicchieri di vino rosso. L’11 ottobre, infatti, a Fiumicino si è spento in totale povertà, solo e malato Sergio Citti.

Aveva 72 anni e da anni soffriva di un male incurabile che gli stava rendendo la vita impossibile. Cresciuto nel quartiere di Torpignattara ha sempre dovuto adattarsi ad uno stile di vita difficile e a districarsi nella complessa giungla della periferia romana.

Figlio legittimo della borgata popolare, anarchico e irascibile è stato scoperto proprio da Pasolini che l’ha voluto i molti suoi films ed al quale era legato da profonda stima e da intensa amicizia. Grazie a Pasolini, Sergio crebbe intellettualmente e assunse una propria identità culturale che, seppur grezza, si dimostrò di indubbio valore. Il suo pessimismo surreale lo fece diventare oltre che ottimo attore un grande cineasta dal suo primo film OSTIA del 1970 per arrivare a FRATELLA E SORELLO del 2004 l’ultima sua creazione, ma non vanno dimenticati MORTACCI del 1989 e VERDELUNA del 1983 uno dei tredici telefilms di SOGNI E BISOGNI interpretato da un magistrale Roberto Benigni.

Sergio lascia il fratello Franco anche lui solo ed in pessime condizioni economiche e di salute ed anche lui genio incompreso di Torpignattara.

 

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Rudi Mathematici

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