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Benvenuti
nell'Era della Comunicazione Globale. I nostri defunti
si ribaltano nella tomba per la sfiga che li ha colpiti:
quella di non poter partecipare a questa Grande Era.
La Grande Comunicazione Globale, poi c'è un terremoto
da 162.000 morti e dalle Hawaii dicono: "Mah, noi
lo avevamo previsto con qualche ora di anticipo, solo
che non sapevamo a chi telefonare".
Cazzo!
Io abito in Brianza e mi offro subito volontario. Se
dovesse essere percepito un terremoto dalle mie parti,
che telefonino pure a me, giorno e notte feriali e
festivi, che poi cercherò io di avvisare qualcuno...
In compenso, si sono salvati gli animali. Non avevano
telefono e fax, ma alle bestiole è bastato l'istinto. A
quanto pare, una ricognizione area sul Parco nazionale
di Yala, Sri Lanka, non ha evidenziato carcasse di
animali morti. Probabilmente dalle Hawaii hanno
telefonato a loro. Nell'Era della Grande Comunicazione
Globale, ci sarà pure un bufalo d'acqua con un telefono
cellulare, no?
E si sono salvati gli indigeni Andamane e Nicobare,
quelli che vanno a caccia con arco e frecce, quelli dati
per estinti, perchè poveracci fanno poca comunicazione
globale... Ma hanno visto la marea che si ritirava e se
ne sono andati verso l'alto, con gli animali.
Altri esempi di informazione magari poco globale, ma
certamente più intelligente? Si potrebbe citare Tilly,
una bambina inglese di dieci anni. Sapeva una cosa che
non aveva letto sulla brochure del viaggio turistico,
perché sulle brochure non ce l'ha mai scritto nessuno,
ma che aveva imparato a scuola, casualmente. Sapeva,
insomma, cosa sono gli tsunami e come si manifestano. E
così, su una spiagga vicino a Phuket, ha salvato un
centinaio di persone avvisandole per tempo. Sempre a
Phuket, il direttore dell'Holiday Inn ha salvato tutti i
suoi clienti facendo la stessa cosa. C'è l'aveva
scritto sul manuale "Come diventare un direttore
vincente nell'era della new economy?". No, ha
capito che arrivava lo tsunami grazie ai proverbi che
gli recitava sua nonna, poco globale, ma grande
comunicatrice.
Nell'Era della Comunicazione Globale sessanta canali
televisivi mi parlano dello tsunami e mi dicono le cose
più assurde. L'isola di Sumatra si è spostata di
trenta metri, poi trenta centimetri, poi cinque, otto,
ventinove, è più alta, più bassa, più larga, più
stretta, si è girata su stessa e alla fine se n'è
andata completamente, l'han vista ad Alassio, vicino
alla Gallinara.
L'asse terrestre si è inclinato un po'. Un po' quanto?
Bé, c'è chi dice qualche chilometro, chi dice qualche
centimetro... Cazzo, ma cosa accadrà? Faremo la fine
dei dinosauri? Sì, no, bo? Nell'Era della Comunicazione
Globale ti mettono in mano notizie del genere e fatti
tuoi. Vedi tu se tenere da parte i soldi per costruirti
un'Arca di Noé volante e raggiungere mondi migliori o
aspettare la morte per glaciazione (io, per
rasserenarvi, vi linko a parte questa dichiarazione
delle Edizioni Scientifiche Coelum).
Qualcuno ha comunicato di stare tranquilli, ma era
troppo poco catastrofico, si vede, troppo poco globale,
perché lo hanno cassato e hanno mandato un po' di
pubblicità. E noi, nell'Era della Comunicazione
Globale, abbiamo milioni di informazioni che ci entrano
in casa dalla televisione, dalla radio, dai giornali...
e non sappiamo più se sono vere, false, esagerate,
minimizzate, se sono utili o se sono inutili... Sappiamo
tutto e non sappiamo più niente.
La Grande Comunicazione Globale e non sappiamo parlare.
Se io potrei lo farei. Ma però. Ma bensì. A me mi.
Argh, a me mi lo trovo raggelante. In
televisione lo dicono tutti, e non solo lì. Ma a me
mi hanno spiegato che adesso si può dire "a
me mi". E' tollerato. Quando facevo le elementari,
il mio maestro preferiva stare a sentire le mie unghie
che graffiavano la lavagna, piuttosto che "a me
mi". Adesso leggo su una grammatica moderna quanto
segue: "La ripetizione del pronome è ammessa nella
lingua parlata, dove risponde a esigenze di messa in
rilievo". Cazzo, risponderà all'esigenza della
forzata educazione. Non potendo dare dell'ignorante a
politici, presentatori, conduttori, capi di aziende e
altri come loro, la ripetizione del pronome l'abbiamo
trasformata in un'esigenza.
Ah, la televisione... Che invenzione meravigliosa, che
grande fonte di informazioni utili. C'è un programma
per farsi la diagnosi dei dolori. Ti spiega come
verificare i tuoi malanni, come dar loro un nome. Io
sono ipocondriaco e quando per caso ci capito dentro nel
tempo che passa tra lo schiacciare un tasto e l'altro mi
vengono i sintomi di almeno sei malattie, due delle
quali mortali.
Nell'Era della Comunicazione Globale possiamo parlare
con il mondo intero. Mandiamo sms, mail, chattiamo tutta
la notte con una cicciona del Maine che fa la collezione
di colesterolo e ci ha mandato la foto di una figa presa
sul web, parliamo, comunichiamo, comunichiamo,
comunichiamo... poi per una precedenza non data ci si
spara in faccia!
Se telefoni a un call center ne sanno quanto te. A
volte, meno di te. Ammesso che risponda qualcuno.
Ammesso che non ti sbattano il telefono in faccia. Siamo
nell'Era della Comunicazione Globale e non riusciamo più
a comunicare con nessuno. Una volta andavi da chi ti
aveva venduto un prodotto e gli dicevi: "Oh, ciccio,
sta roba non mi funziona...". Adesso devi
telefonare a un numero. Verde, quando va bene. Quando
non va bene paghi. Hai un problema dovuto a un loro
prodotto e paghi per dirglielo. Poi paghi per stare in
attesa e infine ti fanno girare così tante persone che
alla fine se non hanno già messo giù loro metti giù
tu. Ti hanno venduto un prodotto o un servizio che non
funziona o che ha dei problemi e paghi per restare nella
merda! Si è capovolto il mondo, altro che spostamento
di qualche centimentro...
Nell'Era della Comunicazione Globale le comunicazioni ci
arrivano anche quando non le vogliamo. Ci sommergono.
Ogni giorno scarico dieci tonnellate di spam nella mia
mailbox. Quotidianamente, almeno cento mail con soggetto
"ENLARGE YOUR PENIS". Vogliono vendermi un
metodo per ingrandire il cazzo. Le credenziali in
effetti sono ottime: mi hanno già fatto venire due
palle così.
Adesso mandano le mail non richieste con questa
premessa: Ai sensi della Legge 675/96 sulla Privacy,
La informiamo che il suo indirizzo E-Mail è stato
rintracciato sui motori di ricerca.
E quindi? Mi avete mandato una mail per restituirmelo?
Nell'Era della Comunicazione Globale ci sono quasi un
miliardo di analfabeti nel mondo e il 13% dei bambini
che non hanno mai visto una scuola in vita loro (lo dice
l'Unicef, eh, mica la società dei perdiballe). Siamo
tutti depressi. Le coppie si lasciano perché non c'è
dialogo. I figli e i genitori non comunicano più e se
comunicano non si capiscono. Papà, mi servono 300
sacchi ché devo comprarmi un hard disk, ho troppi pochi
giga. Eh, ma che cazzo dici? Ma non puoi ubriacarti in
discoteca come tutti gli altri?
Abbiamo smesso di parlarci e abbiamo iniziato a
telefonarci. Abbiamo smesso di telefonarci e abbiamo
iniziato a mandarci gli sms. Quelli normali, quelli
colorati, quelli con il disegnino, quelli con le foto e
quelli con il filmato. Ciao, ti mando un filmato di
me stesso mentre ti dico ciao! Ma brutto coglione, fai
due passi e vieni a dirmelo a casa, che ti offro un caffé.
Siamo impazziti. Abbonati oggi e avrai 5000 sms in
omaggio! 5000? Ma che cazzo devo dire con 5000 sms?
Ma a chi li mando?
Gratis, ovviamente. A noi qualcuno regala sempre
qualcosa. Gratis, gratis, gratis. Questa è la
comunicazione: fallo subito, è gratis! Abbonati, è
gratis. Clicca qui, è gratis. E' tutto gratis! Ma voi,
tranne a cari amici e parenti, avete mai regalato
qualcosa a qualcuno? Non parlo di beneficenza. Parlo di
prendere una cosa, magari che fate voi, il frutto del
vostro lavoro, e regalarla a un perfetto sconosciuto che
passa di lì. Così, per il gusto di regalarla. Magari,
non so, c'è un idraulico fra di voi. A te idraulico che
stai leggendo, ti è mai successo di alzare il telefono,
fare un numero a caso e dire: "Buongiorno, sono un
idraulico, vorrei venire a casa sua a rinnovare i tubi
del cesso, gratis"?
E nell'Era della Comunicazione Globale comunichi anche
quando stai zitto. Con il silenzio assenso. Una mattina
ti svegli, per esempio, e scopri di avere un servizio di
segreteria telefonica. E l'hai chiesto tu. Stando zitto!
Se parlavi, magari non te lo mettevano. Ma siccome sei
stato zitto... cazzo vuoi?
Ti riempiono di questi servizi. Sei circondato. Anzi: è
tutto intorno a te. E per farteli levare devi telefonare
al call center. E magari nemmeno te li levano. Che gli
frega a loro, tanto tu che puoi fare? Comunicare? A chi?
Per vedere le facce di qualcuno di questi devi aspettare
che li chiamino in trasmissione quelli di Mi Manda
RaiTre. O il Gabibbo.
La Grande Comunicazione Globale e l'unica speranza che
hai di comunicare con questi qui è che il Gabibbo si
prenda compassione di te.
Nell'Era
della Comunicazione Globale abbiamo perso il senso delle
parole. Uccidiamo una parola al giorno. Se sei contro la
guerra non sei più un pacifista. Sei un terrorista.
Oppure ce ne impossesiamo. Se il capo del tuo governo
decide di essere democratico, tu non sei più
sfavorevole alle sue idee (se lo sei), ma sei
antidemocratico. Se non sei d'accordo con la destra che
governa in un dato momento (bada bene, a quella lì, non
a tutte le destre), allora sei un comunista.
Ma io non sono comunista! A me non piace il
comunismo. Non mi piace nemmeno la sinistra, a dire il
vero. Sono un lavoratore precario, non mi danno il mutuo
per la casa, e il co-co-co se l'è inventato la
sinistra! Allora sei un anarchico. Macché
anarchico, cazzo! Ah, bene, sei irascibile, eh?
Allora sei un anarco-insurrezionalista.
E allora la comunicazione globale cos'è? Chi comunica
cosa? Non lo so più, non mi interessa più. Io da ora
in poi mi occuperò solo della comunicazione specifica,
parziale, particolare, nella mia vita. Le uniche
certezze che avrò saranno quelle che potrò dimostrare.
Non mi interessano i pareri di nessuno, se li sento in
televisione. Se mi fa male il culo, non mi faccio dire
da un programma televisivo come devo posizionarmi allo
specchio, verificare se ho o meno le emorroidi e come
curarle. Vado dal caro e vecchio medico e gli dico:
"Buongiorno dottore, mi fa male il culo". Saprà
lui cosa fare.
Il problema è che, in questa epoca di grande
comunicazione globale, quando ti fa male il culo non è
per le emorroidi...
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