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Gianluca Cupisti

"VIANDANTI: PRIGIONIERI IMMOBILI"

Elementi in giunco/grande disegno sulla parete bianca. Lenzuolo bianco/segno rosso al centro del pertugio in giunco/altri pertugi di diverse dimensioni si ripetono sulle zone estreme della parete/suggeriscono un oltre senza connotazioni/in basso, ai piedi del telo bianco, altri tre elementi in giunco.

Sulla strada

tutti siamo uguali

esposti agli stessi rischi

impastati della stessa merda

vicini

pelle a pelle

roventi metalli pronti per fusione

restiamo statue

con l'inferno che non si vede

ma si consuma dentro

maledette teste di cazzo che non siamo altro!

Per lo meno serbiamoci due dita

da metterci in gola ed in culo

ed amare così

le nostre viscere.

Gianluca Cupisti

In una mostra come questa, che ha per titolo "Le Celle" l'installazione di Gianluca Cupisti trova una collocazione adeguata proprio perché si parla di "Prigione" come luogo in cui si vive o si sopravvive; impasse quotidiano ma anche situazione dove si osserva e si analizza la condizione umana e dove ci si rende talmente consapevoli da rimanere appunto "Prigionieri Immobili", Viandanti che per un attimo, si sono fermati a considerare l'opportunità di imboccare altre strade, sapendo perfettamente di essere destinati verso la sola certezza, posta al centro del telo bianco/lacerazione perenne di un parto senza fine.

"E dappertutto la colpa: la colpa, semplicemente, di essere nati, di esserci": (P.P. Pasolini, San Paolo, p. 96, Einaudi, Torino)

Fabio Arrighi

materiali: giunco, tela

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Rudi Mathematici

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