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CHE
FINE HA FATTO L'ESPERANTO?
RIFLESSIONE
SULL'UNIONE EUROPEA
di
NEALA ANTINORI |
29
Ottobre 2004 - Il cielo si è aperto, ho davanti le
montagne incappucciate della giusta neve. Sbuccio
castagne della Val di Susa, sulle note della Nona di
Beethoven e mi viene da alzarmi in piedi e aprire le
braccia…………..quasi a propiziare l’alba,
sacerdotessa del sole…..così mi sento!
E’ un’emozione imprevista, approvavo sì l’idea di
una Costituzione Europea, ma i dubbi non erano pochi.
Saremo troppi….così si diluisce il nostro
peso………è un regalo agli USA….ma poi sarà
un’unione di popoli o di multinazionali?……….e
meno male che le radici non sono solo cristiane (che
gabbia sarebbe stata…).
Adesso, ore 12,30 italiane, tutti hanno firmato, 25 capi
di Stato..e poi Erdogan (Turchia) musulmano, sotto la
statua di Papa Urbano VIII (o Giulio III, non ricordo) e
mi sono sentita
CITTADINA D ‘ EUROPA per la prima volta con forza.
Mi sono ritrovata sui banchi di scuola negli anni
sessanta, affascinata da un qualche professore di cui
non ricordo il nome e neppure il viso, un uomo o forse
una donna (non importa), che quel giorno testimoniava
alla classe un sogno…….un continente unito nella
pace, nel lavoro, nei diritti, negli
ideali………………e ci parlava in
Esperanto………………chissà…………la
prossima frontiera?
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