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Ilaria Fani 

Lungo le vertebre telose della metafisica scorre il colore-odore di rabbia e desolazione. Trascinata da Francis Bacon e Jackson Pollock nei meandri poco reconditi della dimensione schizzata, la sua arte secante, tangente e vagamente parallela si trasforma e la trasforma da reale ad irreale. Il suo stile è il non stile, la sua arte è la SUA arte ed a noi, spettatori, non resta altro da fare che osservare increduli le tumultuose peripezie dei suoi pennelli d’inconscio conscio.

 NULLATELA

Croste cementano le mie

lamentazioni.

Pennello con setole pescose

sta sdraiato su chicchi di

colore secco.

Ora volteggia sognatore con

singhiozzi e

si poggia…

barcolla.

Ara il campo innevato e percorre

vertebre telose.

Poi ricasca nei flutti

di acqua stagnante.

Ansimante riemerge

raccogliendo fiaccole mistiche

e mele sublimi.

Infine

vomita tutto nel calderone della

mia fantasia.

 

Fumo!

tratteggi la nullatela

del mio oggi.

ME MEDESIMA

VEICULO LONGO

CECI N'EST PAS....UNE JUKE-BOX

NON PENSO

Non prego

Non piango

Il gas si alza attorno a me,

come nebbia mattutina che mi [accompagnerà sino al tramonto.

I folletti hanno svuotato il calice d’oro

E solo questo ora rimane di me.

APOLOGIA APOETICA

Sgorgasti nel monte puro, leggiadro

Viaggiasti sornione in un anfiteatro.

Tragitto recintato da fiori ora sono

carogne.

Acqua dolce che è veleno insidioso

di impiccati o puttane ubriache sull’altare della falsità.

Nell’acqua una crepa,

ne esce angoscia di un legame violentato.

Ma tu scendi e

scendi e scendi

non scendendo.

La montagna è ormai lontana,

la tua purezza è dentatura grigia

che tutto inghiotte e

soffoca la preda con zolfo.

Attraversi boschi non boscosi,

valli non vallose,

radure non radunate.

Sonnambulo fiume di cupido,

tu cadi giù dal precipizio

nella forca del dolore dove

hanno fatto casa gli scheletri

di un fiume che

non fiumeggia più.

QUOTIDIANO DELLA-NELLA MEMORIA

La stanza è rossa,

la mia divisa è rossa,

Gli aguzzini arrivano a piccoli passi,

come tanti folletti venuti da Avalon.

Rimbalza il loro calpestio nel mio petto,

nella mia mente,

oh atroce supplizio.

La cella si apre per rinchiudermi,

ed io cammino accanto a loro come vegetale,

niente mani e piedi.

Posso ascoltare i vostri pensieri come lama nel ferro;

entro nella mia nuova casa,

mi accomodo,

un ultimo fugace sguardo al locatore.

Per i vivi un saluto ed uno spettacolo in mondovisione,

con la sponsorizzazione della coca cola.

VIATICU(M)

Dalla stiva del mio

Carro merci,

su di un piccolo

straccio di cartone,

mi incarto col

freddo tagliente e

i neuroni creano

la tua immagine,

unico calore.

ascolta in diretta 

Rudi Mathematici

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