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DIMITRI FULIGNATI

 

INDICE

Nota Bio-bibliografica

ATARASSIA

BERLINO EST - BERLINO OVEST

BRUXELLES

CAPITALISTICA

DISASTRO NASCENTE

IL NON RICORDO DI UN'ENOTECA SENZA VINO

IMMAGINABILE

L'IMENE DEI LICHENI

METAMORFOSI DI UN URINATOIO

NITRATO DI NITRITO

PADRE

PENTIMENTO DI UN PENTAGRAMMA

RITAGLI DI MOVIMENTO COSMICO

RUVIDA PIOGGIA

 

Nota Bio-Bibliografica

Fulignati Dimitri, nasce a Viareggio il 20 dicembre 1972 ed è attualmente residente in provincia di Varese. Diplomato al liceo linguistico  ha frequentato per tre anni la facoltà di Filosofia presso l'università di Pisa per poi andare a cercare se stesso a Londra, senza trovarsi o comunque trovandosi parzialmente.

Ha avuto esperienze teatrali sia come attore che come sceneggiatore e registe con il Gruppo Teatrale Versilia ed è stato redattore del mensile cartaceo "Officine Versilia" e webwriter per il portale d'arte e letteratura www.writers.it.

Attualmente è presidente dell'associazione culturale "Rhymers' Club" e redattore del sito della stessa www.rhymersclub.it. E' stato segnalato alla terza edizione del Premio nazionale di poesia inedita "Festa della donna", Lido di Camaiore (Lu), 15/3/1998; vincitore del Premio "Merito letterario" al Premio letterario internazionale "Omaggio a Dante Alighieri", Roma, 13/12/1998, del Secondo Premio assoluto al Premio letterario "Maria Calabria", Patti (Me), 8/8/1999 e nel maggio 2001 è uscita la sua prima raccolta di poesie: "Il treno a vela", edizioni Tracce.

Inoltre è stato poi segnalato al Premio Nazionale "Guido Gozzano" per poesia edita a Terzo (Al), 29/9/2001 e finalista al Premio Internazionale di Poesia Edita "Camaiore Opera prima" a Camaiore (Lu),  18/4/2002. Numerose sue poesie sono presenti in varie antologie di poesia edite da: liberodiscrivere, nuovi mondi media, lietocolle, Nicola Calabria.

 

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ATARASSIA

 

Dondola il dondolo.

Immersione nella vita

contemplativa,

sospensione del dolore,

assenza di turbamenti.

Movente delle azioni,

piacere fisico ed intellettuale,

assolutezza.

Alternanza stilistica.

Niente è quello che sembra:

moltiplicazioni iperboliche

disumanizzate.

Protozoi anacronistici

baciano il rosa.

Scacco pazzo.

Il dondolo dondola.

 

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BERLINO EST - BERLINO OVEST

 

Brulica il bruco senza pensieri.

Estendere il bucato, appena lavato,

Ricavarne strisce di fumetti

Luterani incomprensibili ai più.

Investire titoli di stato con delle

Noccioline americane spinte

Oltre il muro del suono in una

Estate autostradale senza pedaggio.

Silicone sparso per terra e per cielo,

Tutt’attorno Renzo Piano e Franco Forte.

Brulica il bruco senza pensieri.

Evasione da prigioni di plexiglas,

Ristrutturate recente-mente.

Lascivi struzzi di metascisto

Illuminano il pozzo senza fondo

Nero come pece, come feci. Di

Onnivore previsioni, si cibano.

Ovest visto da Est, oltre il muro

Visibile ed invisibile, alternativa-mente.

E nascono asili d’artisti neo-nati,

Superano pubertà adolescenziali,

Tramutano i punti cardinali in vescovi.

 

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BRUXELLES

 

Fotografie scattate

sulla birra fumetto:

oltre la Grande Piazza pianti

di bimbo urinante di stoffa

e di pioggia,

atomo all’infinitesima potenza,

Cobra surreali nascosti in maschere

di candele, moschee di mosche bianche.

spazio di tempo riflesso

sull’infranto anfratto di uno scorcio,

ipnotizzante percorso parallelo,

cenere trasparente,

tenue luce, blu.

 

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CAPITALISTICA

a Gigi Meroni

 

Si consuma il

fumoso osare

di crome sibilanti,

di ticchettii,

di apriscatole.

Contraffazione nel

fare colazione

da timpani,

rumore sordo,

muto assenso,

denso consenso.

Revoluzione:

bipolarismo,

ossessione della

possessione.

Apologia dell’illustrare

una nota caduta

dalle scale nel grembo

di Klodiana.

Autodistruzione tematica.

Cedeva la campana verso

lettere assurde, sputate

nella damigiana di corte.

Tadzio, condannato alla

follia, ti ha voluto negli

occhi di donna,

lucciola di lanterna.

Genuinità di un dribbling.

Schianto.

 

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DISASTRO NASCENTE

 

Si sfalda la creta
micenea verso
estuari di migrate
parole.
I soliti idiomi si
affacciano dal
terrazzo del ronzinante
e la sacra sindrome
da memoria storica,
come chicco di sale
in un oceano, affoga
e galleggia, affoga e
galleggia, affoga e
galleggia.

 

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IL NON RICORDO DI UN'ENOTECA SENZA VINO

 

Fienile in Provenza,

parvenza di assenza,

ghiotti spazi sparsi.

Piovono piccole spine,

alcuni nei,

demenza senile.

Grottesco l’orto del torto,

sudicio suicidio di Proteo,

il dubbio dell’esistenza di

un’esistenza.

Il veterinario scansiona

foglie cadute, segugi

deambulanti annusano

rifiuti.

Imbrogliato movente.

Il posto delle noci e

dei mirtilli.

Legami ipergamici.

Bevitore di maternità,

cicaleggio inconcludente.

Estetismi estetizzati

ed estetizzanti.

Tronchi accatastati,

il cuore è altrove tra

il sorriso delle natiche e

appunti appuntiti.

Domani è adesso:

le mie dita sulla

città proibita,

locusta divoratrice.

Io non scrivo per

la posterità.

 

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IMMAGINABILE

 

Finzione:
Immaginabili nuvole
di polline tergiversano
intorno a satelliti venerei.
Abboccano ad ami d'anime
ed attendono sdraiate, sotto
tetti di tatto, l'estrema unzione
lezione.
Realtà:
Materiale immateriale nascosto
tra scaffali di memorie involontarie.
Piccole parole petulanti pullulano pietosamente,
sfoglio, svogliato, fogli di lago salato ed
annego, nuotando, verso versi inversi.

 

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L'IMENE DEI LICHENI

Penetrare l'imene dei licheni,
tu nel senso di io,
cascate di mestruo maestrale.
Ascisse scoordinate solcano
gli amari mari del fuoriluogo.
Dirottano galeoni di feci
verso diversi orizzonti arsi.
Muschi molluschi piritici ed
ostriche ostetriche assistono gli
argonauti d'Arcadia.
Anfibio pensare naufragante.
Apoteci e periteci contenenti
aschi, contenenti spore.

Ed il padre della spora
l'accompagna all'altare.

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METAMORFOSI DI UN URINATOIO

 

Metamorfosi di un urinatoio

inesatto:

sonnifero per le

cinque sorelle di Gisella,

minuziosa volontà

d’impotenza.

Chiusi stupori dal

camino dei minatori.

La pietra di Petra

nascosta come gatto

siamese.

Dita sulla città proibita

a cavallo di un cavallo

Agnolotti pascolano

in prati di salvia e burro.

Seduzione della carne

antimeridiana.

Punture di zanzarie o

di mosche ceche.

D’altra parte, anche

l’orecchio vuole la

sua parte.

 

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NITRATO DI NITRITO

 

Sangue di giumenta

sgorga dalle proboscidi

dei capitelli romani.

Laterizi, bagnati

dalla mezzanotte,

compongono sculture

di faggio tra scalinate

di sterco fumoso.

Volti di cartapesta

orientano il viaggiatore

distratto.

Sguardi di gesso,

senza emozioni,

mentre dal centro

del forno a microonde

si erge un

nitrato di nitrito.

 

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PADRE

Colore del padre
che
smussa le ombre
del passato,
plasma le carezze
del presente,
assente?
Nascosto dietro
muri di carta velina,
l'occhio indaga
dal buco della porta
e giudica silente senza
commento alcuno,
digiuno.
Giostre che girano
nella piazza del mentre,
il cavallo di legno dondola
sopra i pantaloni di
flanella, le pagine del
libro di fiabe si girano
da sole, si raccontano
sotto la luna imbavagliata.
Gli occhi grandi come
gli aquiloni di settembre,
fissano i piccoli occhi
del sognatore e
carezzano il grembo
maturo.
Lacrime di cartone
inanimato, lo schermo
è acceso, il sipario
alzato e le ali spiegate.

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PENTIMENTO DI UN PENTAGRAMMA

Il museo dell'uomo
resta chiuso nelle
notti di plenilunio:
conviviale baccano,
esitazioni ancestrali.
Le cinque corde
di violino pendono
dal ramo della
quercia morente.
Le misure dei muri
d'ebano sono prive
di confini, miglia
sottoterrestri.
La flessione del giunco
insidia la sfida tra
sfilate di carrozze
e tentacoli di pentacoli.

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RITAGLI DI MOVIMENTO COSMICO

 

Archè.

Paradigma di

eiaculazioni spartane.

Ganimede versus Adone,

specchio, specchio delle

mie brame, chi è il più bello

del reame?

Reciprocamente gemelli gementi,

giorno domandami quando

scocca l’ora minuta.

Il cesto dell’acanto sintetizza

la cruna dell’albero,

la ninfa Egeria e Numa Pompilio

effettuano voli pindarici

tra colonie di madrepore.

La matita del passante

lungo il sentiero del fiato.

Bronzo e cremisi,

occhi del tarsio spettro.

Kaos.

 

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RUVIDA PIOGGIA

 

Ruvida pioggia

che graffia

volti di corda.

Annuso l'umido

asfalto, il primo udito.

Mezza luna in cielo,

mezza luna nel letto

scoperto.

 

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