Nota bio-bibliografica
Dedica alla poesia parte delle ore
rubate alla sua quotidiana rincorsa del tempo. Ama ritrovarsi tra le
parole: un respiro della mente, il pensiero che si trasforma in qualcosa
di temporaneamente raggiungibile. Ha pubblicato alcune poesie in
diverse sillogi. Tra gli ultimi lavori: le raccolte di Panis (associazione
culturale di Torino) intitolate"La casa del tempo" e "Una linea di
respiro". Ultimamente ha vinto il primo premio di poesia Fabio Garrione
con la poesia "Risaie" (novembre 2003) e ha ottenuto il secondo premio 'La
piuma d'oca d'oro' nel luglio 2004 con "Il bar del Poeta" .
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IL
BAR DEL POETA
Nel cuore della vecchia Torino c'è un
piccolo bar, l'arredamento stile anni trenta è denso di colori scuri e
caldi: le sedie imbottite, rosse e fitte di borchie dorate, i tavolini dal
piano di marmo lucido e la sensazione di un lento tramonto al colore delle
pareti. L'atmosfera intima si specchia in un brusio di voci discrete, nel
pacato andirivieni dei clienti e delle stagioni. La nostalgia ha radici
al tempo stesso effimere e assai profonde: qui veniva Cesare Pavese, negli
anni giovani di una città contrapposta alla luna delle Langhe e all’
ancestrale riflesso di una dilaniante poesia, densa di inquiete
verità. Dedico questi versi (o questa canzone) a lui, al poeta del
disamore e vi assicuro che lì, in quel piccolo caffè vicino alle luci del
fiume, un certo sorriso e la dolce angoscia di un'estate senza tempo
restano sospesi in un indefinito gioco di penombre: ora come
allora.......
***
All'angolo
della grande piazza sotto i portici, c'era un piccolo bar qui veniva
un poeta dal sorriso triste le parole mescolava piano al caffè i
pensieri meno soli nella trasparenza del vino il colore delle sere
più distanti sempre vicino e un riflesso amabile di cielo sugli
occhiali
usciva da un quadro di Chagall
il
violinista dalla giacca rossa arrivava sorridente e suonava,
terrestre, inchinandosi al pubblico sognato alle ombre alle danze
d'un'estate lontana via dalla grande città
e nel turbine dei
ricordi un'alba di giacinti s'arrendeva alle labbra la notte
sulle colline intonava - a bocca chiusa - un silenzio d'altri
amori
la luna e la poesia bussavano alla porta di vetri
limpidi e tempo e silenzio
sfidavano
l’infinito prima
della verità
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RISAIE
Era un
airone una falce morbida di luce lenta quanto basta a percepire
tra l'erba e l'acqua uno stupore d'aria un chiarore
improvviso
l'ora produceva suoni e quiete tra le
risaie tra gli spazi del cuore
era
una tenue
corda tesa tra zolle di terra e minuti colori di cielo
perso
in un disordine d’acque un campo d'ombra
sfiorava
l'attrito di sorgenti piogge e luce
e risa lontane
specchiavano il
tempo
intento a
flettersi su fili di sole l'airone
- lento - abbassava le ali e piano le rialzava
oltre l'impercettibile sogno d’un imprevisto
arcobaleno.
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AFTER
MIDNIGHT
Voglio
silenzio
sulle ferite aperte
mentre la pioggia si
ascolta
e lava la terra
le piccole onde dell'erba
il soffio della calce
ricade
come neve d'estate
ho reciso una piccola rosa
appoggiandola
ad una tenerezza assoluta
al tempo
che mi osserva dalle sue
pareti
trasparenti
abbracciandomi senza
fermarsi
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LE
NUVOLE IN TASCA
Dedicata a Dago,
rottweiler scomparso in una notte di fine ottobre
2003
su una grandissima strada, fitta di luci
veloci…
Prendimi per mano
signore del buio e
dell'improvviso
clangore e stupore
non restano che poche
incantevoli domande
sparse sull'asfalto sul
perimetro
colorato d'un respiro
chiedimi pure se ho paura
se lascerò un'orma o un
dubbio
nelle mie strade innamorate
così
accostandomi all'ombra
al buio che sussurra
vicino
lasciami in silenzio
in un bacio di polvere
rosa
in un miraggio lento di
voci
sarò un cucciolo che corre nel
sole
o una nuvola in tasca
un disperdersi d'aria e di
stelle
un richiamo nel nulla
silenzioso - infinito
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AL DI
LA' DI TE
La nebbia è un volo di domande
si cela il sole
nella pazienza dell’aria
i sogni e le luci hanno un
destino
un silenzio - infine -
che contempla l’universo
il riso delle stelle
il respiro ininterrotto del
mare
più in là
nell’ombra di te
una differenza di calore
sott’acqua ogni suono
ogni parola assente tesse
un’altra domanda
disfandola in me
più in là di te
il brivido del giorno
respira
né tu
sapresti tradurre il
silenzio
in piccole strisce di sole
al di là della voce
che piano cade nel tuo
nulla
e si frantuma
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SE NON CI FOSSE IL
CIELO
d'infernali apparenze
e d'immaginifiche memorie
vogliamo innamorarci
nel denso scivolare d'un
minuto
nel plenilunio d'incredule
distanze
siamo satelliti
tracce di luce sola
di limiti nutriamo i desideri,
il tempo
e picchi di batticuore,
l'odore della notte
vanno in caduta libera
su fili d'erba
mutevoli al passo, alla corsa,
al salto
al silenzio dei sogni
ondeggiamo in graffi
d'ombra
d'argilla, di polvere
d'ossa
e incandescenza
sono tutte le ali
e l'azzurro e l'inganno
fanno del cielo moneta di
scambio
indiretto paradiso, mare
immersa la longitudine del
corpo
interamente nella luce,
poi
in un lentissimo
dimenticare
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AS TIME GOES
BY
Dispiegano ancora ali
i nomi del silenzio
e volano ingoiando
nuvole così indecenti
e pazze di colore.
Turchese affresco di cielo
sai non so fermare
i baci del vento
rubali tu e sfiorane il
tepore.
Ogni mio sguardo
sangue che vivi, sarà un
bagliore
l’anima addossata al cielo
l’eco del tempo
che sorride e va.
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PRIMA
DEL SONNO
Non c'è la più piccola
parola nel tempo intento a ricomporre il ricordo a sollevarne la
polvere: passi senza l'inizio di un cammino senza la sua fine.
L'attimo
(l'infinito suo bisbigliare) è il tempo per ogni cosa: il respiro
dell'alba annegato nel sole, quello del tramonto che rallenta con
cura i battiti del cuore e si attarda ad intrecciarli con fili di
stupore prima del sonno.
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LE
PAROLE ZITTE
In questo freddo in questo
tempo disegnato dall'ombra strappo le pagine d'un
calendario scegliendo tra i numeri un giorno una notte un
moltiplicarsi di prati un'intenzione vestita di silenzio e quelle
parole zitte scritte nel colore dell'acqua ancora e
ancora... ogni finestra è uno specchio in cui cadono notti di
pioggia e tu non ascolti indossando pensieri ininterrotti: ciò
che saremo a primavera importa
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QUESTIONI
D’AZZURRO
Vaghe irripetibili memorie
stanno impregnandosi di lentezza
dove lo sguardo della mente vive
di luce azzurra e l'accarezza
L'effimero sussurro di pensieri
gioca nell'aria e solo dentro al tempo
ricade come polvere leggera
nuvola e chiaroscuro immenso
Le nuvole non sanno dell'azzurro
riflettere le risa o l'infinito
immergono le loro inconsistenze
in apparenze di sogni o di sospiri
Ora l'azzurro preme lievemente
schiaccia le nubi come un bacio lento
trasforma in un respiro il cielo
e il cuore in alito di vento
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NUVOLARE
(infinito presente)
Non credere alle nuvole
ma osservane il coro
gonfio di urla o melodie
basterebbe volare
spiccando un salto da
rocce
o fili d'erba
incuneando traiettorie
tra nebbie vaganti
come pesci veloci.
Ascolta le nuvole
con tenerezza o dubbio
ascoltane l'esplosione
di voci gonfie e lontane
poi sgualcite, frammentate
in soffici storie
inconsistenti.
Specchia le nuvole
sfiorandone le perplessità
dall'iride di domanda
soffia, soffia il tuo
ritorno
impercettibile nei minuti
assenti
e la mente nuvola
impaziente
nuoterà nell'aria
imitandone il colore
e le incantevoli forme
inesistenti.
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AZZURRE GIGANTI
Nell'orbita
d'azzurre giganti
nel gorgo
d'universi paralleli la piccola morte dell'onda vive in liquide
forme di luce
nell'eco del plasma e nell'eco del vento nascosta
in me, nell'altro silenzio
il freddo dilaga, cristallo o
spora, è qui, succhia spiragli di sogni è là, nel terso dettaglio
del ghiaccio
ditemi stelle cortigiane, quale invito trapela
dalla vostra macchia di suoni? e quale pioggia punge
disperatamente l'ultima costellazione e quest'alibi denso d'azzurro
e d'assurdo infinito?
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IL
COLORE FUGGENTE
Prima di mezzanotte prima
ancora che la luce anneghi del tutto nell'orizzonte
nell'attimo
più vicino al sogno quando i ragni hanno ormai tessuto la loro
speranza tra fili d'erba e pause di vento
prima d'un singolare
silenzio nelle didascalie reversibili della luna nella nebbia di
parole funambole che veloci si aggrovigliano al cuore
prima del
pensiero del suo scomporsi e ricomporsi nell'ombra tra le dita del
tempo
prima, soprattutto, del tempo della sua indiscreta
fretta di voltapagine mai stanco mai disattento
prima dei
colori fuggenti delle variazioni luminose, del ripetuto leggero
brusio di foglie che inseguono il tramonto
prima del prima e del
sé vive la poesia, invisibile sotterranea, lunare, sola
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