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“Gnòsi
delle Fànfole” di Fosco Maraini
(Baldini
& Castoldi Editore – Euro 7,23)
recensione
di Raffaele Niro
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L’edizione
di questo libro risale al 1994, ma lo si trova ancora in catalogo e
quindi disponibile.
Una raccolta di poesie, o meglio, come definisce l’autore stesso,
alcuni esperimenti di poesia metasemantica. Gnòsi delle Fànfole.
16 poesie. 16 esperimenti di poesia metasemantica. 16 mondi da
esplorare.
Come si può intuire dal titolo stesso della raccolta, Gnòsi delle
Fànfole, il linguaggio è il vero protagonista dell’opera.
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Maraini
si estranea dal linguaggio convenzionale in ogni senso.
La sua, quindi, non è un’operazione di ricerca
spasmodica della relazione tra significato e parola che
porta ad un risultato univoco; come già detto, si
estranea, pur essendone gran maestro, dall’etimologia.
E compie un atto di vero amore nei confronti della
comunicazione. Un atto che caratterizza l’intero
percorso intellettuale dell’autore. Ossia, come spiega
egli stesso nell’introduzione, la parola è “un
tesoro e una bomba”, ma soprattutto, la parola è
“una |
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caramella, qualcosa da rigirare tra la lingua e
palato con voluttà, a lungo, estraendone fiumi di
sapori e delizie”.Nelle parole generate da Maraini ci sono universi interi
con sistemi che girano attorno ai colori, agli odori, ai
sapori, alle sensazioni tattili, ai suoni, alle
emozioni.
Ed è soprattutto sulle emozioni che si basa la
filosofia della poesia metasemantica. È il lettore che
con il suo bagaglio di esperienze interpreta la
proposta, quindi ad ogni lettura diversa, di Fosco
Maraini.Ogni
parola, ogni singola parola, diventa un palcoscenico
dove viene messa in scena la nostra vita.
Ed
è per questo che solo una persona completamente arida
di virtù e di esperienze può restare indifferente di
fronte alla poesia del maestro Fosco Maraini. |
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