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"Luna di giorno - le canzoni di Pier Paolo Pasolini"

Compilazione ideata e curata da Luciano Ceri
Consulenza artistica: Laura Betti

TRACK LIST

 

 

 

1. Pier Paolo Pasolini - Meditazione orale
2. Laura Betti - Valzer della toppa
3. Laura Betti - Macri Teresa detta Pazzia
4. Laura Betti - Cristo al Mandrione
5. Anna Nogara - Ballata del suicidio
6. Laura Betti - Marylin
7. Domenico Modugno - Uccellacci uccellini
8. Domenico Modugno - Cosa sono le nuvole
9. Daniela Davoli - I ragazzi giù nel campo
10. Daniela Davoli - C'è forse vita sulla terra?
11. Sergio Endrigo - Il soldato di Napoleone
12. Chetro & Co. - Danze della sera
13. Alice - La recessione
14. Avion Travel - Cosa sono le nuvole
15. Giovanna Marini - Lamento per la morte di Pasolini
16. Fabrizio De Andrè - Una storia sbagliata

"Non vedo perché sia la musica che le parole delle canzonette non dovrebbero essere più belle."
di Luciano Ceri
[dal fascicolo che accompagna  Luna di giorno - Le canzoni di P. P. Pasolini]

"Non vedo perché sia la musica che le parole delle canzonette non dovrebbero essere più belle. Un intervento di un poeta colto e magari raffinato non avrebbe niente di illecito. Anzi, la sua opera sarebbe sollecitabile e raccomandabile. Personalmente non mi è mai capitato di scrivere versi per canzoni: ossia, come alla maggior parte dei miei amici, non mi si è presentata l'occasione. Musicisti e parolieri si sono stretti in un impenetrabile clan, si son ben protetti dalla concorrenza (e si capisce, i diritti d'autore fruttano talvolta milioni). Quanto a me, credo che mi interesserebbe e mi divertirebbe applicare dei versi ad una bella musica, tango o samba che sia." Così si esprimeva nel 1956 Pier Paolo Pasolini intervistato dalla rivista "Avanguardia", nell'ambito di una inchiesta sul possibile coinvolgimento dei poeti in veste di autori di testi di canzoni, con la prospettiva di migliorarne la qualità culturale. 

l'occasione gli si presentò nel 1959, quando Laura Betti sollecitava agli amici scrittori e poeti i testi per le canzoni del suo nuovo spettacolo Giro a vuoto, e all'appello risposero in molti, da Moravia a Flaiano, da Fortini ad Arbassino, e Pasolini contribuì con tre canzoni in romanesco, Valzer della toppa, Macrì Teresa detta Pazzia e Cristo al Mandrione, diretto riflesso del lavoro compiuto sul dialetto in occasione della stesura di Ragazzi di vita e di Una vita violenta. Lo spettacolo debuttò a Milano nel gennaio del 1960 con la regia di Filippo Crivelli, e l'anno successivo Laura Betti registrò Valzer della toppa e Macrì Teresa detta Pazzia, musicate da Piero Umiliani, per un disco che raccoglieva molte delle canzoni dello spettacolo. Cristo al Mandrione, su musica di Piero Piccioni, venne invece incisa soltanto nel 1972, in occasione della realizzazione di un album di canzoni in dialetto romanesco interpretate da vari artisti. Per la seconda edizione dello spettacolo Pasolini scrisse poi il testo di Ballata del suicidio, su musica di Giovanni Fusco, che Laura Betti incise solo in francese (La parade du suicide), e che qui presentiamo nella nuova versione di Anna Nogara. Marilyn invece non è una canzone, bensì una poesia scritta in occasione della morte di Marilyn Monroe, che entrò a far parte della terza edizione di Giro a vuoto (1963) recitata da Laura Betti su accompagnamento musicale di Marcello Panni, e che appare per la prima volta su disco con una nuova veste sonora firmata da Luigi Cinque.

Uccellacci e uccellini altro non è che la messa in musica (firmata da Ennio Morricone) dei titoli di testa dell'omonimo film diretto da Pasolini nel 1966, affidata alla voce di Domenico Modugno così come Cosa sono le nuvole (di cui Modugno firmava anche la musica) che compariva all'interno dell'episodio Che cosa sono le nuvole?, girato da Pasolini nel 1968 per il film Capriccio all'italiana, e per il cui testo l'autore si era ispirato all'Otello di Shakespeare. I ragazzi giù nel campo e C'è forse vita sulla Terra? sono due testi adattati da Pasolini e Dacia Maraini sulle musiche composte da Marcos Hadjidakis per il film di Dusan Makavejev Sweet Movie (1974) e interpretati da una giovane cantante poco conosciuta, Daniela Davoli. Oltre a Marilyn c'è un altro testo espressamente poetico, Meditazione orale, che Pasolini scrisse su richiesta di Ennio Morricone, al quale era stata commissionata una composizione per un disco celebrativo del centenario di Roma capitale e che Pasolini recita, come scrive Morricone rievocando quella collaborazione, "con la compostezza asciutta, la timidezza severa che emanava dalla sua persona".

Questi dieci testi costituiscono dunque la la testimonianza del lavoro di Pasolini nell'ambito della canzone, visto che gli altri brani che di seguito si presentano si basano su testi poetici già pubblicati, ed è interessante notare che tutte queste canzoni non sono mai pensate come puro prodotto discografico ma vivono tutte all'interno di un processo di spettacolarizzazione: prima il cabaret caustico e graffiante di Laura Betti e poi il cinema. Anche i compositori sono fondamentalmente al di fuori della canzone di puro consumo: Umiliani, Fusco, Piccioni, Morricone, Panni e Hadjidakis vengono dal jazz, dalla musica sperimentale e ancora di più dalla composizione di colonne sonore per il cinema, con l'eccezione di Modugno, del quale probabilmente Pasolini apprezzava la matrice popolare e la diretta discendenza dalla tradizione musicale italiana.

Nel 1964, in pieno boom discografico, rilasciando un'intervista al settimanale "Vie Nuove", Pasolini aveva avuto parole non proprio tenere verso il mercato discografico, senza tuttavia manifestare indifferenza al potere seduttivo di una canzone: "Sulle canzonette potrei dare due tipi di risposte del tutto contrari. Niente meglio delle canzonette ha il potere magico, abbiettamente poetico, di rievocare un "tempo perduto". Io sfido chiunque a rievocare il dopoguerra meglio di quel che possa fare il boogie-woogie, o l'estate del '63 meglio di quel che possa fare Stessa spiaggia, stesso mare. Le "intermittences du coeur" più violente, cieche, irrefrenabili sono quelle che si provano ascoltando una canzonetta. (...) Il modo immediato che io ho di mettermi in rapporto con le canzonette è dunque particolare, e non so prescinderne. non sono un buon giudice. Soffro inoltre di antipatie e simpatie profonde per i cantanti e le melodie (il massimo dell'antipatia è per la canzonetta "crepuscolare" di cui potrei dare come paradigma Signorinella pallida). Aggiungo infine che non mi dispiace il timbro orgiastico che hanno le musiche trasmesse dai juke-boxes. tutto ciò è vergognoso, lo so: e quindi contemporaneamente devo dire che il mondo delle canzonette è oggi un mondo sciocco e degenerato. Non è popolare ma piccolo-borghese. E, come tale, profondamente corruttore. La Rai-Tv è colpevole della diseducazione dei suoi ascoltatori anche per questo. I fanatismi dei cantanti sono peggio dei giochi del Circo".

Il soldato di Napoleone faceva parte del primo album di Sergio Endrigo (1963) ed era l'adattamento della poesia Il soldato di Napoleone, compresa nel ciclo I Colussi all'interno della sezione Romancero (1953) nella raccolta La meglio gioventù; erano poesie che celebravano la dinastia dei Colussi, la famiglia della madre di Pasolini, e i protagonisti della canzone sono la trisavola del poeta, ebrea polacca, e l'antenato friulano che la sposò e la condusse con sé in Friuli. Per il testo Endrigo si era basato sulla versione in italiano che Pasolini stesso aveva approntato in calce all'originale in friulano. Danze della sera riprende invece nelle ultime tre strofe il testo di Notturno, compresa nel gruppo di poesie Il non credo all'interno di Il pianto della rosa (1946), seconda sezione della raccolta L'usignolo della Chiesa Cattolica, e fu musicata da Ettore De Carolis, leader del gruppo Chetro & Co., che la incise nel 1968. La recessione, infine, proviene dalla sezione Tetro entusiasmo (1973-74) all'interno della Seconda forma de La meglio gioventù, ed è stata musicata da Mino Di Martino, con qualche adattamento rispetto alla versione in italiano (che anche in questo caso appariva in calce all'originale friulano), e incisa da Alice nel 1992 per il suo album Mezzogiorno sulle Alpi.

La rilettura di Cosa sono le nuvole?, un brano che conferma la sua attualità di testo e musica, è ad opera degli Avion Travel, uno dei gruppi più interessanti della nuova scena musicale italiana, che incisero questa versione nel 1990. E infine in chiusura due canzoni che ricordano la figura e la tragica fine di Pasolini. Lamento per la morte di Pasolini era inclusa nell'album di Giovanna Marini Correvano coi carri (1978), mentre Una storia sbagliata fu registrata da Fabrizio De Andrè su un quarantacinque giri del 1980 e da allora mia più ripubblicata.

Luigi Cinque, che ha musicato assieme a Laura Betti "Marilyn", mette a disposizione, dal suo sito (www.luigicinque.it), il download della canzone.

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Rudi Mathematici

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