GRUB STREET
Copertina
Stanze
Amici
Rubriche
Scrittoio
Sala Lumière
Segnalibro
Music Loft
Omaggio ai Maestri
Interviste
Appunti di Viaggio
Percorsi Culinari
Eventi & Novità
Permanenti
Biblioteca
Grub Street
HangArt
Voci
Associazione
Manifesto
Atto Costitutivo
Statuto
Attività
Bacheca
imposta il sito dell'Associazione Culturale RHYMERS' CLUB come pagina iniziale

Google

SILVIA 

NADALINI

INDICE

PENSIERI DI PRIMAVERA

L'APPESO

LUNA TU DICI

IN VOLO

ANNI DOPO

APPUNTI DI VIAGGIO

MAI

MAGRITTE

PIANOFORTE A QUATTRO MANI

POLESINE

29 FEBBRAIO

LA TERRA ARSA

CITTA' DI MARE

MR. HARTMANN IN LONDON UNDERGROUND

Pensieri di primavera

 

 

Si rincorrono pensieri alati

Lanciandosi nell’azzurro

In mirabolanti evoluzioni

Agili acrobati aviatori

 

 

Ritornano intanto

Africane migrazioni

Una misteriosa forza antica

Guida precise rotte di ineffabili viaggi

E rinnova le stagioni

 

 

Rapidi sì, i miei pensieri

Volubili, inquieti

Malinconici agrodolci

Onde incalzanti susseguenti

A riva fratte spumeggianti

 

 

Silenziosi pungenti

Distratti

Dal volo d’un gabbiano

Turbati sorridenti

Viaggiatori sulle nuvole

Valigie di cose inutili

 

 

Affascinati da un refolo di vento

Esploratori curiosi

Mai stanchi mai sopiti

Mai spenti

 

 

Ieri notte m’han portato

Dove atterrano le stelle cadenti

Diventando gemme tra le dita

D’un piccolo principe indiano

 

 

torna all'indice

 

 

 

L’Appeso

 

Dei tarocchi io sono

L’Appeso

 

 

Appeso da secoli al filo io

Aspetto

 

 

Oscillo

Pondero

Penso

Vacillo

 

 

Sospeso io

Soppeso

 

 

E vedo

Il mondo

Con i miei occhi rovesciati

 

 

Come lontane affondano le radici

Crescendo sotterranee segrete

A fissare solidi boschi

Intricate

Intrecciate

Ricamate da intelligenze superiori

Che disdegnano la luce

 

 

E ti canzonano,

Come col cuore

 

 

Vedo

Ti inquieta la mia presenza

Sul tappeto

 

 

Non dò risposte,

Io sono l’Appeso

 

 

Ma ti consiglio:

 

 

Non t’inquietare

Impara ad aspettare

 

 

Da secoli io

Rido

Al mio piede

Appeso


 

torna all'indice

Luna tu dici

 

 

Luna tu dici

Si plachi il cuore mio con le maree

 

 

Aliti d’un giovane autunno

Notte di marea crescente

Sommerge, tu rammenti

Misteriosi labirinti silenziosi

Di rii calli salizade

Sottoporteghi muschiosi

 

 

Ove s’intrecciano armoniose

Terra acque vitree stelle

Ove ogni piccolo amore infinito

Si palesa al palcoscenico del mondo

Nel tempo dilatato delle maree

 

 

Anche tu lo rammenti, ma da lontano

Ti supplica luna il cuore mio

Prega che la notte sia più lunga

Per stringersi al suo sogno come allora

 

 

Marea sospirosa in rigagnoli si ritira

Ridisegnando beffarde spirali arabescate

Nuovi labirinti ai nuovi amanti

 

 

Perché quello in cui noi ci perdemmo

Resti per sempre, amore, tuo e mio soltanto

 

 

torna all'indice

In volo

 

 

"Cielo e mare

Io vedo, cielo e mare

 

 

Riflessi l’uno nell’altro

Rincorrendosi all’infinito

Volo all’orizzonte ultimo

Sempre cangiante, sempre

Irrimediabilmente distante

 

 

Nei tempi di bonaccia,

Nei tempi di tormenta,

Dispiego al vento le mie ali bianche,

Anch’io seguo forse il mio destino,

Ma vigile è il mio riposo ,attento

 

 

Della notte sul mare i fruscii ascolto

Sussurri di stelle, rollii e sciabordii

di tante rabbiose lacrime sola resta

unisona pulsare, ritmica risacca

 

 

E attendo l’alba, e ripartire"

 

 

Ferma è la fessura dei suoi occhi

A quel punto dove si genera

e termina del tempo la spirale

 

 

Dove mai s’incontreranno,

solo sfiorandosi appena

cielo e mare, quando la bruma…

 

 

Quando la bruma leggera

Lenta sale, tra cielo e mare,

mano tesa, carezza velata

mirabile, inevitabile, estrema

 

 

torna all'indice

Anni dopo

 

 

Forse per sentirsi poeti

Non basta un impermeabile grigio,

due caffè, sul tavolino di ferro e di vetro,

questo foglio, scarabocchiato nell’attesa

 

 

Forse non basta, certo che no,

Mi si stringe il cuore nelle banalità di rito,

oggi che tutto è cambiato, passato, finito

paradiso irrimediabilmente perduto....

 

 

Forse non bastava allora appena

una matita per disegnarti - senza soffrire,

sì, per fissarti alla memoria in pochi

tratti, ora che tutto - è solo ricordi

 

 

E forse tu, non sei più tu,

né io.

 

 

torna all'indice

Appunti di viaggio

 

 

Come sono diversi ,gli appunti di viaggio

Dalle stanche istantanee con quegli sfondi,

sciupati ,abusati, stinti.

 

 

Appunti fitti, pagine sfogliate, rime declinate

Di tutte le vite possibili una,

 

 

Una,

nel girotondo dei giorni ,delle notti,

dei ma, dei se, dei forse sospesi

dei sì, dei no, cercando

un senso nel pazzo destino che

beffardo, piano piano si dipana

 

 

Una,

nell’infinito ripetersi

delle stagioni.

 

 

torna all'indice

 

 

Mai

 

 

Mai ho scelto

La via più facile e breve

Mai, quei docili declivi verso il nulla

 

 

Mai le convenzioni, le pretese,

Le anestesie nella vita quotidiana,

Mai, i baratti ai saldi di stagione.

 

 

Mai ho scelto le fughe,

Le contrattazioni sui cigli delle strade,

Mai ho stretto mani sporche , tese

 

 

Solo il volto argentato della luna

Conosce il pianto che mi ha rigato il viso

 

 

Mai davanti a lei ho abbassato lo sguardo

Nemmeno quando ne ho visto

Nel buio più profondo, il lato oscuro.

 

 

torna all'indice

Magritte

 

 

Questa la nostra colpa:

Aver deciso d’esser savi

Aver scelto i climi temperati

Grigi continentali, i contorni sfumati,

Sfogliando estranei, distratti quotidiani

 

 

Quale sia mai il prezzo

Per questo nostro sentirsi savi

Guardar la vita dal vetro, vita mia,

Mentre t’allontani

 

 

torna all'indice

Pianoforte a quattro mani

 

 

Le notti d’autunno sono le migliori

Nella pianura

Ed al di là di essa nel bosco

Ed oltre ancora fino al mare

Ed oltre ancora l’umida terra

Ed oltre ancora gli affanni quotidiani…

 

 

La pace che mi porta il tuo sorriso

E’ simile all’umore della terra bagnata

E’ sapere che esisti

Oltre quell’orizzonte

Da dove m’arriva il bagliore ultimo

Dei raggi del sole d’ogni giorno nuovo.

 

 

torna all'indice

Polesine

 

 

Come è bella, la mia terra

Distesa morbida e molle

Come una giovane madre

 

 

Profuma di zolle divelte

D’intrichi d’acque

Di foglie crocchianti

 

 

Ha sapori farinosi d’inverno

Succosi d’estate

Cangianti di sole e nebbia

Nelle sempre umide stagioni

 

 

Ha mani generose e grosse

Di vecchi contadini e pescatori

Ha la stessa ruvida bellezza

Delle loro rughe amare

Attorno agli occhi

 

 

torna all'indice

29 febbraio

 

 

Oggi è il giorno

Che non c’è sempre

sul calendario

 

 

Le ventiquattr’ore fatte

Dei minuti avanzati,

del resto delle divisioni

 

 

Oggi è un giorno

Straordinario, infatti

S’è costretti a dar ragione

Al tempo quando si ribella

 

 

Propongo che Oggi sia la festa

Degli esclusi dalle somme,

Di chi sta da parte,

Di chi viene messo fuori,

Di chi non ci sta, incasellato;

Perché Oggi, è una data

che non si scorda,

solo perché è un conto

che non torna:

 

 

Oggi finalmente potresti

incontrare te stesso,

passeggiando per la strada:

Riconoscerti, forse;

 

 

e perdonarti

 

 

torna all'indice

La terra arsa

 

 

Inizia poco prima d’autunno,

quella breve stagione: la sua pelle

ha il colore della terra arsa, quando

Vedi come è torto lo stelo secco del grano,

un tempo si usava dargli fuoco

 

 

L’uomo non conosce quale sia

il tempo dato per vivere e morire:

ma abbiamo fame , abbiamo sete,

come fiere inquiete silenziose

vento di maestrale, e poi.

 

 

torna all'indice

Città di mare

 

 

Distratto e curioso

Gioca il vento

Con le parole leggere

D’un libro scordato aperto

 

 

Sfoglia scorre frettoloso

Mentre attende il temporale

 

 

L’armonica triste stasera

Riporta tiepide malinconie

Si rannuvola lento il cielo

Insieme al cuore mio

 

 

Il gatto fa le fusa

Il vociare della via

Assaporo nell’aria aromi

Di pesce e di limone

 

 

Canta una giovane mamma

Una ritrovata ninna nanna

 

 

Volano si tuffano i gabbiani

Strillano e sogghignano

Irridono l’ingenua

Silenziosa domanda mia

 

 

Avverto allora Vita

Sottile il tuo respiro

Punta dritto al cuore mio

 

 

E tutto s’avviluppa infine

In sabbiosi mulinelli

Di sogni e di pensieri

 

 

torna all'indice

Mr.Hartmann in London underground

 

 

Il mio maestro, uomo di scienza e cuore,

diceva che l’uomo vive nel suo ambiente medio,

prevedibile,

nelle diverse latitudini di questa palla che chiamiamo mondo

sospesa nella luminosità dello spazio infinito;

poggia su di un substrato di egg and bacon e cappuccino

ed usa un trenino per andare al lavoro al mattino

e di sera ritornare;

 

 

Il mio maestro, uomo di cuore e psiche,

Osservava l’uomo in quest’ambiente

Di tovagliette a quadri e newspapers

Certo non poteva prevedere

Questa attuale assiduità con la morte

Dove chi prende il trenino oggi

Non lo sa, se domani ci sarà ancora il

Suo substrato di egg and bacon e cappuccino

 

 

Questo ,ci dice il professor Big Brother,

sarebbe giusto da fare in conseguenza,

chiuderci nella tana, con la realtà virtuale;

 

 

Ma al cuore dell’uomo non gli piace

Ascoltare queste lezioni :

nuotare col salvagente,

andar pian piano, vestir di grigio,

marciare silenzioso a capo chino,

volgere lo sguardo per non vedere,

aver paura del vicino, allora

 

 

E’ importante come un rito, di mattino

egg and bacon, cup of tea, cappuccino

 

 

Questa è la novità, caro maestro,

lo dicevi e ce ne siamo accorti:

Convivere con la morte vuole dire

Sia pure oggi il mio ultimo giorno

Comunque sia su questa terra io

Vivo, perché amo, sono libero

e respiro.

 

torna all'indice

ascolta in diretta 

Rudi Mathematici

© Rhymers' Club - la voce che ti dà voce