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RAFFAELE NIRO

INDICE

Nota Biografica

TEMPI E FATTI MITICI RIVISTI ALLA LUCE DI ATTI PALINDROMI

CICAMANDO

COMPROMESSO D'ACQUISTO DI UNA PIAZZOLA PER ROULOTTE ADIACENTE AI GIARDINI DELL'EDEN

UBRIACHI

OMA IT AIOIG AIM

LA DONNA DI UNO SCRIBACCHIERE POETANDO

BLU ES

SOSPIRA (IL) METRONOMO STORPIO

STATO DI GRAZIA

POLENTA AL RAGU' DI SCORPIONI

POÈSIA SEMPLÌCE

TeMPO

DANEALAE

 

 
Nota Biografica
 

Settembre 1972. ultimi giorni d'estate. due amanti s'incontrano sotto alberi di limoni e di arance che profumano più delle ginestre che contornano la scena. colonna sonora: la risacca marina. A coprire i due amanti solo una coperta di stelle.

Non venendo meno alla legge dei grandi numeri, il 5 giugno del 1973, nasce il sottoscritto in uno dei centri più grandi della terronia orientale: San Severo (FG).

Primo figlio di una famiglia poco agiata, che per far tornare i conti, solitamente, metteva nel calderone delle partite doppie anche i bottoni della sua tutina e le spillette da balia.

Il primo giorno di scuola, il suo primo insuccesso...la maestra commentò così l'accaduto: "...questo ragazzo è troppo sbottonato!".

Data l'antipatia reciproca, il Direttore del 5° Circolo San Giovanni bosco di San Severo decise di affidare il ragazzo ad un'insegnante con incarichi speciali dal nome Rosa De Benedettis. ed è a Lei che dovete indirizzare le vostre lettere di protesta poiché è stata sua la brillante idea di presentare "Poesia" al discolo.

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TEMPI E FATTI MITICI RIVISTI ALLA LUCE DI ATTI PALINDROMI

 

 

Un’ora fa ti dirò

tra un’ora t’amavo…

…già!

Coniugazione atipica congiunta

di una visione unica

la visione di tè

sfogliata ed infusata

nel mio bollicuore

sul quale è inciso:

ala eNomA!otica TE’ (*)

che guidi il mio cocchio d’oro

nel nucleo indicibile dell’UNO.

 

(*) Enòmao è personaggio della mitologia eroica greca. E. aveva promesso la mano di sua figlia, Ippodamia, a chi avesse saputo sconfiggerlo nella corsa dei carri. Riuscì a vincerlo (dopo il vano tentativo di 12/13 pretendenti) Pelope con un cocchio d’oro tirato da cavalli alati.

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CICAMANDO

 

 

Danza mia Dea

Su questo foglio

Tappeto delle mie mani

Dinanzi ai miei occhi

Gli unici tuoi sultani

E danzando trasformati

In brillante Idea

E con le tue movenze

Sciogli la fantasia

Che colmerà di te

Le notti minacciate

Da assenze e da astinenze

E libera le tue ali

Dalla punteggiatura

Dei passati amori

Dai vincoli imposti

Dagli antichi rancori

E lasciati ammirare

Nel tuo brillio di colori

Che illumina le vite buie

Dei passanti ai crocevia

E non c’è cancro di gelosia

Perché la musica

Che ti fa ballare

Perché lo sfavillio

Che ti fa brillare

È questo mio cicamare di note

Che appunto

Lasciandoti divenire Eterna

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COMPROMESSO D’ACQUISTO DI UNA PIAZZOLA PER ROULOTTE ADIACENTE AI GIARDINI DELL’EDEN

 

 

Io, neanche dio villano,

ma solo l’ultimo dei vagabondi

armato di sestante

e di sesto senso

sciabolo con la stilografica

contro scorpioni infidi

nutrendomi della loro carne,

bevendo il loro veleno,

antidotandomi una morale ipocrita,

e col loro pungiglione

disegno te, venere viandante,

mia compagna di viaggio,

che sei la mappa, che sei la meta,

verso il paradiso a portata di mano.

E sono pronto a dare

una caparra d’orgoglio

e tutta la mia esperienza

per questo viaggio

che in pochi sanno interpretare.

e se fosse necessario darò

anche il succo concentrato d’essenza

e in beneficenza l’intero ossario,

ma ora la poesia

farà a meno delle parole

e si donerà a te

con le azioni e le mie suole.

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UBRIACHI

 

 

Hai puntato tutti i tuoi sogni

sui miei giorni

e la vita si toglierà la benda,

ci porgerà le mani,

e sarà la nostra stella di congiunzione

che saluterà il giorno

ed illuminerà la notte

versando nei nostri occhi

la più pregiata felicità

e, ancora incredula,

brinderà a noi due, ubriachi già.

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OMA IT AIOIG AIM (*)

 

 

verso all’inverso

nel tuo universo

un verso diverso

oma it aioig aim

con rugiada d’inchiostro

sul tuo ventre bemolle

quando un sì

gorgoglia in ampolle

e diventa magia

 

et je ne sais pas

si l’écho de la mer

devient de la poésie

la mére

 

mais mon amour

que je lui confie à elle

et avec ses mots

je te parle (**)

 

così vibro

sulle corde dell’ego

toccando te

al giro di vita

 

(*) i maghi, o presunti tali, di frequente, in passato, pronunciavano le formule magiche leggendole al contrario per far sì che chi le avesse sentite non se ne potesse appropriare.

 

(**) traduzione:

e non so se l'eco del mare

diventa poesia madre,

ma il mio amore lo affido a lei

e con sue parole ti parlo.

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LA DONNA DI UNO SCRIBACCHIERE POETANDO

dovunque

sia

è

amuleto

segreto

a

far

tana

nell’anima

ed

a

scorrere

nell’inchiostro

come

ora

ad

esempio

in

un

tempio

di

carta

dove

ferma

l’attimo

ed

i

respiri

sono

sospiri

da

mancanza

di

fiato

per

punteggiatura

assente

movente

di

un

velo

svelato

che

in

realtà

è

materia

di

un

sogno

incantato

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BLU ES

 

 

versati nell’alba

ad illuminare la carta d’imbarco

di questo viaggio di sola andata

con la mia valigia di carne ed ossa

da riempire di esperienze in polvere

solubili nel cammino

ambizioso e coerente e leale

che mi ricongiungerà alla terra

quando potrò bere in eterno

dalla tua bocca

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SOSPIRA (IL) METRONOMO STORPIO

 

 

il tappeto voltante

aliante d’anima

s’anima al cospetto

del suo letto

altare

dove il mare

tocca il cielo

senza velo

e dove

imprudentemente

la mia mente

veleggia

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STATO DI GRAZIA

 

 

stavo cercando

una metafora di diamante

che potesse resistere

alle storture del tempo

e che testimoniasse

il mio stato di grazia

ma sono stato distolto

appunto

dai suoi occhi d’ametista

e perdonatemi

se ora vi affido

ai veri poeti

io

avrei da amarli

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POLENTA AL RAGU’ DI SCORPIONI

 

banale

come acqua

che scorre in un letto

e porta vita ai detriti

è quel nulla d’oro

che capriola nel petto

e rinvigorisce

sorrisi d’amore

impolverati e sgualciti

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POÈSIA SEMPLÌCE

 

 

Forse è vero

che la felicità incontenibile

è talmente grande che

diviene indescrivibile

Ma se esiste un termine

ad indicare l’indescrivibilità

Se un seme ha la forza

di divenire pianta

quando la terra lo nutre

e quando l’acqua lo culla

Se comunque il mondo ruota

su di un asse immaginario

potrei pur dire che

Sono diventato leggendario

perché i miei piedi non toccano terra

e la mia carne si nutre di sole

quanto l’anima si culla con lei

Dondolo del mio quotidiano

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TeMPO

Tra un attimo e l’altro

La distanza che corre

Sei te

Che con i sorrisi segni il tempo

E mi abbracci

In una buona notte

Che è già mattino nei tuoi occhi

Quando l’alba si stiracchia

Sulle tue ciglia

E le dita dei miei piedi all’insù

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DANEALAE

raccogli l’energia dell’atomo

e fai brillare il presente

in modo che gli zampilli d’eros

li vedano come fuochi d’artificio

i futuristi con un palmo di naso

ed arrampicati cruda sul mio

a cuocere i tuoi desideri solari

con danza di farfalle e ali di stelle

e affida pure la tua lingua ai miei occhi

e le tue mani al mio destino

che già ha fatto tana nel tuo ombelico

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