1922
Pier Paolo Pasolini nasce il 5 marzo a Bologna, da Carlo Alberto,
ravennate, tenente di artiglieria, e Susanna Colussi, fiulana,
insegnante.
1925
il 4 ottobre, a Belluno, nasce il fratello Guido.
1929
In terza elementare, a Sacile, scrive i suoi primi versi.
1932-1936
All'esame di ammissione alla scuola media è rimandato in italiano
perché il tema sa di "imparaticcio". Frequenta il ginnasioa
Conegliano, poi a Reggio Emilia. Legge i poemi omerici, Verne,
Carducci, poi Pascoli e D'Annunzio.
1937-1938
Frequenta il Liceo classico Galvani di Bologna. Legge il "Macbeth"
di Shakespeare. "L'idiota" di Dostoevskij, e scopre Rimbaud
grazie ad un supplente di storia dell'arte.
1939-1940
Si iscrive alla facoltà di Lettere dell'Università di bologna. Legge
i poeti provenzali, gli ermetici italiani, Freud. In un cineclub vede
i film di René Clair, di Renoir, di Chaplin. Per il concorso Cineguf
scrive la sceneggiatura di un film, "pazza, dannunziana,
barbarica, sensuale".
1941
Segue le lezioni di Storia dell'arte di roberto Longhi. Insieme agli
amici Luciano Serra, Francesco Leonetti e Roberto roversi progetta la
rivista letteraria "Eredi". Il progetto naufraga l'anno
successivo. Conosce il pittore Federico De Rocco, che gl'insegna a
dipingere.
1942
Pubblica "Poesie a Casarsa", che verrà recensito l'anno
successivo da Gianfranco Contini sul "Corriere del Ticino".
Partecipa ai raduni della gioventù fascista a Firenze e a Weimar, e
collabora ad "Architrave", la rivista del Guf di Bologna.
1943
Per sfuggire ai bombardamenti, sfolla a Casarsa con la madre e il
fratello. Il 1° settembre è a Pisa per la chiamata alle armi, l'8 il
suo reaprto viene catturato dai tedeschi a Livorno. Riesce a fuggire
durante un mitragliamento e torna a Casarsa. Alla fine di settembre,
in una casa abbandonata a due chilometri da Casarsa, apre una scuola.
L'amica Giovanna Bemporad vi insegna greco e inglese, Pier Paolo
letteratura. A novembre la scuola viene chiusa dal Provveditorato agli
studi di Udine. Gli insegnanti decidono di continuare le lezioni nella
sala da pranzo di Pasolini. Scrive un primo nucleo dell'
"Usignolo della Chiesa Cattolica".
1944
Scrive "I Turcs tal Friùl", testo teatrale in friulano.
Escono due numeri della rivista di poesia friulana "Stroligùt di
cà da l'aga", diretta da Pasolini e ideata insieme agli amici
Cesare Bortotto e Renato Castellari. Il fratello Guido raggiunge i
partigiani sulle montagne.
1945
Il 12 febbraio alcuni partigiani italiani, comunistri filo-sloveni,
uccidono il fratello a Porzûs. Il 18 febbraio fonda l'Accademiuta di
lenga friulana, che oltre a promuovere incontri culturali e proiezioni
di film, pubblicherà il volume di versi in italiano
"Poesie", dedicato al fratello, e "Diari". La
visione di "Roma città aperta" provoca "un vero
trauma". In ottobre aderisce all'associazione "Patrie tal
Friùl", che si batte per l'autonomia friulana. All'università
di Bologna, in novembre, si laurea con la tesi "Antologia della
lirica pascoliniana: introduzione e commenti" (pubblicata da
Einaudi nel 1993).
1946
Inizia a scrivere un diario, "Quaderni rossi". Dopo
successive stesure, l'opera diventerà "Atti impuri",
pubblicata da Garzanti nel 1982 nel volume "Amado mio".
Scrive un dramma in tre atti, "Il cappellano", e pubblica
per le Edizioni dell'Accademiuta il volumetto in versi italiani
"I pianti". In ottobre, a Roma, conosce Ennio De' Concini.
1947
è di nuovo a Roma:
conosce Giorgio Bassani ed Enrico Falqui, che lo invita a collaborare
alla rivista "Poesia". Insegna lettere nella scuola media di
Valvasone, a pochi chilometri da Casarsa. Si iscrive alla sezione
comunista di San Giovanni, di cui diventerà segretario l'anno
successivo.
1948
è tra i fondatori
della Federazione provinciale comunista di Pordenone. Sull'onda
emotiva delle lotte contadine inizia a scrivere "I giorni del
lodo di De Gasperi", che diventerà "Il sogno di una
cosa" (Garzanti 1962).
1949
Svolge un'intensa attività politica: partecipa al primo Congresso
della Federazione comunista di Pordenone, va a Parigi per il Congresso
della Pace, stila numerosi murali propagandistici in lingua e
dialetto. Il 22 ottobre è denunciato dai carabinieri di Casarsa per
corruzione di minori e atti osceni in luogo pubblico. Il 26 ottobre
viene espulso dal Pci per "indegnità morale e politica".
Perde la cattedra a Valvasone.
1950
Il 28 gennaio, con la madre, lascia il Friuli per Roma. Fa il generico
a CineCittà, corregge bozze e pubblica racconti e recensioni su
giornali cattolici e di estrema destra come "Il quotidiano",
"Il Popolo di Roma", "Libertà d'Italia", talvolta
sotto pseudonimo.
Inizia
a scrivere racconti ambientati nelle borgate romane, che confluiranno
nel volume "Alì dagli occhi azzurri" (Garzanti 1965).
Scrive le poesie poi raccolte in "Roma 1950 - Diario" (Scheiwiller
1960).
Conosce
Sandro Penna, Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Carlo Muscetta. In
dicembre si celebra il processo per atti osceni, viene condannato a
tre mesi con la condizionale. Pasolini presenta ricorso in appello.
1951
A giugno esce su "Paragone", la rivista diretta da Roberto
Longhi e Anna Banti, il racconto "Il ferrobedò", che
diventerà il primo capitolo di "Ragazzi di vita".
Quell'estate
incontra Sergio Citti, il suo "vivente lessico romanesco".
In dicembre trova un posto come insegnante di lettere alla scuola
media parificata di Ciampino. Frequenta Giuseppe Ungaretti, conosce
Carlo Emilio Gadda.
1952
Inizia un pamphlet narrativo, che resterà incompiuto, intitolato
"Il disprezzo della provincia" (presente nel Meridiano
Romanzi e Racconti Vol. Primo Mondadori nel 1998), e scrive la
premessa a "Il fiore della poesia romanesca", a cura di
Leonardo Sciascia.
Contemporaneamente
collabora alla Rai, rubrica "L'approdo letterario". In
aprile, al processo di Pordenone, è assolto per insufficienza di
prove.
1953
Livio Garzanti gli offre uno stipendio per consentirgli di finire
"Ragazzi di vita" e di lasciare poi la scuola di Ciampino.
Vince il premio Pordenone con il racconto "Lied", che verrà
pubblicato sull' "Approdo Letterario" l'anno successivo. A
novembre esce su "Botteghe oscure" il poemetto "Picasso",
ispirato alla mostra antologica alla Galleria d'Arte Moderna di Roma,
e che comparirà nelle "Ceneri di Gramsci".
1954
Insieme a Giorgio Bassani collabora alla sceneggiatura del film
"La donna del fiume", regista Mario Soldati. Per Sansoni
esce "La meglio gioventù", che raccoglie l'intero corpus
delle poesie friulane. Nello stesso anno, il libro vince il premio
Carducci.
1955
Garzanti pubblica "RAgazzi di vita". Presentato da Ungaretti
e Carlo Bo, il romanzo arriva al quarto posto tra i finalisti del
premio Strega, al secondo posto al Viareggio, e vince il
Colombi-Guidotti. La presidenza del Consiglio dei Ministri, forse su
suggerimento del ministro Fernando Tambroni, segnala il libro alla
magistratura milanese per il suo carattere pornografico. Pubblica con
Guanda "Canzoniere italiano. Antologia delle poesia
popolare", e comincia a collaborare con "Nuovi
Argomenti", diretta da Alberto Moravia e Alberto Carocci.
1956
Il 4 gennaio il Tribulane di Milano cita garzanti e Pasolini per
"pubblicazione oscena". La difesa chiama a testimoniare
Carlo Bo e Giuseppe Ungaretti, Gianfranco Contini e Giuseppe De
Robertis. Il 4 luglio la sentenza assolve gli imputati perché
"il fatto non costituisce reato". "Ragazzi di
vita" non raccoglie le simpatie di parte della critica marxista:
Carlo Salinari in particolare esprime riserve e accuse nei confronti
del libro. In agosto Pasolini lavora alla sceneggiatura del film di
Bolognini "Marisa la civetta", e collabora a "Le Notti
di Cabiria" di Federico Fellini.
1957
Garzanti pubblica "Le ceneri di Gramsci", premio Viareggio
ex-aequo con Sandro Penna e Alberto Mondadori. Collabora con il
settimanale "Vie Nuove", che alla fine di luglio lo invia in
Urss per il festival della gioventù: la capitale sovietica gli appare
come "un'immensa Garbatella".
Con
la sua prima automobile, una Fiat Seicento regalatagli da Fellini,
arriva sino a Viareggio. Conosce Laura Betti.
1958
Mentre lavora al romanzo "Una vita violenta", scrive per
Bolognini la sceneggiatura de "La notte brava". In febbraio
"Vie Nuove" lo invia nei campi dei minatori in Belgio. A
giungo esce "Giovani mariti", il film di Bolognini: Pasolini
ha collaborato alla sceneggiatura. In settembre è di nuovo a Mosca,
per il secondo convegno dei poeti italiani e sovietici. Per Longanesi,
esce "L'usignolo della Chiesa Cattolica". Il 19 dicembre
muore il padre.
1959
Garzanti pubblica "Una vita violenta". Il romanzo si
classifica terzo al premio Strega (vinto da "Il Gattopardo"
di Tommasi di Lampedusa), ottiene il premio Città di Crotone ma è
rifiutato al premio Viareggio, nonostante il ritiro di Moravia dallo
stesso premio per favorire Pasolini. Traduce l' "Orestiade"
e l' "Eneide".
1960
L'Azione Cattolica di Milano denuncia per oscenità "Una vita
violenta". I giudici di Milano archiviano la denuncia dopo la
perizia di Alessandro Cutolo, professore di storia e intrattenitore
culturale in televisione. Il senatore comunista Mario Montagnana,
cognato di Togliatti, scrive al leader del Pci, proposito dell'ultima
fatica di Pasolini: "Si ha la sensazione che P. non ami la povera
gente, disprezzi in genere gli abitanti delle borgate romane e, ancor
più, disprezzi (non trovo le parole) il nostro partito. (...). non è
forse abbastanza per farti indignare?". Collabora a diverse
sceneggiature: per Bolognini "Il bell'Antonio", e "La
giornata balorda" con Moravia; per Florestano Vancini "La
lunga notte del '43". Scrive la sceneggiatura di
"Accattone", girando anche alcune sequenze di prova per
Fellini, che avrebbe voluto produrlo ma che abbandona presto il
progetto. Con l'aiuto di Bolognini conosce un nuovo produttore.
Alfredo Bini, per il quale riprende a girare il film, la sua opera
prima. Il 30 luglio la polizia lo denuncia al Procuratore della
repubblica di Roma per favoreggiamento in un furto: Pasolini viene
assolto l'anno successivo per insufficienza di prove. Al processo
d'Appello, nel luglio 1963, verrà assolto con formula piena. Il 10
luglio due giornalisti, Alfio Passarelli e Costanzo Costantini, lo
denunciano per corruzione di minorenni. il 14 dicembre il Pretore di
Anzio dichiara di non doversi procedere perché non si ravvisano
estremi di reato.
1961
Esce "Accattone", con Franco Citti e Adriana Asti. L'aiuto
regista è il giovane Bernando Bertolucci.
In
settembre è presentato alla Mostra del cinema di Venezia,
"vietato ai minori di 18 anni".
Per
Garzanti, a maggio, vanno in libreria "La religione del mio
tempo", premio Chianciano, e "Scrittori della realtà",
un'antologia curata insieme ad Attilio Bertolucci e Enzo Siciliano.
Scrive la sceneggiatura di "Mamma Roma". Con Moravia e la
Morante viaggia in India, dove visita anche madre Teresa di Calcutta.
Il 18 novembre un benzinaio del Circeo lo denuncia per rapina a mano
armata. I giornali pubblicano le foto di scena del film "Il
gobbo" di Carlo Lizzani in cui Pasolini compare con un mitra in
pugno.
1962
L'onorevole Salvatore Pagliuca, ex deputato democristiano, intenta
causa civile al film "Accattone" perché il personaggio di
un malvivente porta il suo nome. Il 3 luglio, per i fatti del Circeo
è condannato a 20 giorni di reclusione con la condizionale. Gira
"Mamma Roma", presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
Dopo la proiezione, i carabinieri denunciano il film al Procuratore
delle Repubblica per "contenuto osceno e offensivo alla pubblica
decenza". Il 5 settembre il magistrato giudica la denuncia
infondata.
1963
Il primo marzo esce "La ricotta", terzo episodio del film
"RoGoPaG", titolo ricavato dalle iniziali dei registi che
hanno girato i quattro episodi: Rossellini, Godard, Pasolini e
Gregoretti. Lo stesso giorno l'opera viene sequestrata e condannata
per "vilipendio alla religione di Stato". Sarà assolta nel
1964 perché "il fatto non costituisce reato". Da un viaggio
in Ghana, Nigeria, Kenia, Guinea e Yemen nasce il progetto del film
"Il padre selvaggio", per il quale però non trova i
finanziamenti. Legge il Vangelo di San Matteo, da cui nasce il
progetto di un film.
1964
"Il Vangelo secondo Matteo", dedicato "alla cara,
lieta, familiare ombra di Giovanni XXIII", ottiene il Premio
Speciale della Giuria e il premio O.C.I.C. (Office Catholique
International di Cinéma) alla Mostra del Cinema di Venezia. Il
"Vangelo" sarà proiettato nella cattedrale di Notre Dame a
Parigi: in quella occasione conosce Jean-Paul Sartre. Scrive l'atto
unico "Italie Magique" per lo spettacolo di Laura Betti
"Protettissima signora". Esce su "Rinascita" la
conferenza "Nuove questioni linguistiche": l'internvento
innesca un dibattito cui partecipano tra gli altri, Eco, Montale,
Calvino, Moravia, Citati.
1965
Gira "Uccellacci e uccellini", con Totò e Ninetto Davoli.
Alla prima Mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro conosce
Roland Barthes. Durante un viaggio a Budapest incontra Lukàcs. Il 23
marzo la Corte d'appello di Roma respinge la richiesta di Salvatore
Pagliuca di risarcimento di danni morali.
1966
Grande successo di "Uccellacci e uccellini" l Festival di
Cannes: in quell'occasione Roberto Rossellini pronuncia un intervento
a sostegno del film. In quei giorni, Pasolini è già a lavoro per
girare "La terra vista dalla luna", con Totò, Ninetto
Davoli, Silvana Mangano, Laura Betti, terzo episodio del film a più
mani "Le streghe" che uscirà l'anno successivo. A settembre
è a New York, dove incontra Allen Ginsberg.
1967
Nel marzo comincia le riprese di "Che cosa sono le nuvole?",
con Totò e Ninetto Davoli. Ad aprile si reca in Marocco per girare
"Edipo re", che presenta alla Mostra del Cinema di Venezia.
"è il più
autobiografico dei miei film", dice.
1968
"Teorema", girato nei primi mesi dell'anno, viene proiettato
alla Mostra del Cinema di Venezia malgrado le proteste dell'autore,
che aderisce alla contestazione dell'Associazione degli autori
cinematografici contro lo statuto della Biennale. Laura Betti riceve
la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Il 13
settembre il film è sequestrato per oscenità dal Procuratore della
Repubblica di Roma. Il 23 novembre il regista e il produttore sono
assolti perché "il fatto non costituisce reato". Il romanzo
omonimo, scritto da Pasolini durante le riprese del film, esce presso
Garzanti. L'autore lo ritira dal premio Strega per protesta contro
l'ingerenza dell'industria culturale. "Il Pci ai giovani!!";
la poesia in cui Pasolini prende le difese dei poliziotti dopo gli
scontri con gli studenti a Valle Giulia, destinata a "Nuovi
Argomenti", e poi integralmente pubblicata sulla rivista, viene
anticipata da "L'Espresso": A Torino va in scena la tragedia
in versi "Orgia", con Laura Betti e Luigi Mezzanotte. In
quei giorni Pasolini sta lavorando al film "Porcile", con
Pierre Clementi, Ugo Tognazzi e Marco Ferreri.
1969
Su "Nuovi Argomenti" viene pubblicata la tragedia in versi
"Affabulazione". Il 6 ottobre il pretore di Venezia processa
Pasolini insieme a Zavattini, Ferreri, Maselli ed altri per
l'occupazione del Palazzo del Cinema durante i giorni della
contestazione. L'11 ottobre gli imputati sono assolti "perché il
fatto non costituisce reato". In Cappadocia gira il film
"Medea", con Maria Callas, Laurent Terzieff, Massimo Girotti.
1970
Esce da Garzanti "Poesie", antologia dei suoi versi. Inizia
le riprese del "Decameron", con Silvana Mangano, Franco
Citti, Ninetto Davoli. In seguito alla censura di alcuni articoli,
sospende la rubrica "Il caos" sul settimanale
"Tempo": al nuovo direttore non piace che Pasolini affronti
temi specificamente politici.
1971
Il 28 giugno il "Decameron" viene presentato al Festival
di Berlino, dove vince l'Orso d'argento. Il 26 agosto il film riceve
la prima delle circa ottanta denunce per oscenità. In aprile esce la
raccolta di poesie "Trasumanar e organizzar". Per i
militanti di Lotta Continua gira alcune scene del cortometraggio
"Dodici dicembre" sulla strage alla Banca dell'Agricoltura
di Milano. Il 18 ottobre è processato dalla Corte d'Assise di Torino,
insieme ad altre quaranta persone (tra cui Adriano Sofri e Marco
Pannella) in qualità di direttore responsabile di "Lotta
Continua". è
accusato di istigazione a delinquere e propaganda antinazionale. Il
Tribunale rinvia il processo a nuovo ruolo. Fino al 1977 non avrà
nuovi sviluppi. Gira "I racconti di Canterbury", con Ninetto
Davoli, Franco Citti, Josephine Chaplin e Laura Betti.
1972
Al Festival di Berlino, "I racconti di Canterbury" vince
l'Orso d'oro. Il 7 ottobre il film è sequestrato per oscenità dal
Tribunale di Benevento. Ad aprile, per Garzanti, esce la raccolta di
saggi "Empirismo eretico". Con Dacia Maraini scrive la
sceneggiatura del "Fiore delle mille e una notte". Comincia
la stesura di "Petrolio", rimasto incompiuto e pubblicato
postumo da Einaudi nel 1992.
1973
Inizia la collaborazione al "Corriere della Sera", direttore
Piero Ottone, con articoli di politica e di costume: il primo
s'intitola "Contro i capelli lunghi" e suscita un ampio
dibattito. Gira "Il fiore delle Mille e una notte", con
Ninetto Davoli, Franco Citti, Ines Pellegrini; per le riprese si reca
nello Yemen, in Eritrea, in Afghanistan, in Nepal.
1974
"Il fiore delle Mille e una notte" vince il Festival di
Cannes il Gran Premio Speciale della Giuria. Il 27 giugno, il film
riceve una denuncia per oscenità, subito archiviata, alla Procura di
Milano. Dopo il referendum sul divorzio, il 10 giugno pubblica sul
"Corriere" l'articolo "Gli italiani non sono più
quelli", che provoca reazioni negative tra i comunisti. Calvino e
Ferrarotti lo accusano di nostalgia del passato. Pubblica recensioni
cinematografiche su "Playboy" e "Cinema Nuovo".
1975
Il 19 gennaio esce sul "Corriere" l'articolo contro
l'aborto. Il 10 giugno su "L'Unità" esce "Il mio voto
al Pci". In agosto e in settembre - "Il Mondo" e
"Corriere" - scrive gli articoli in cui chiede "Il
processo alla Dc", raccolti poi nel volume "Lettere
luterane" (da lui progettato) pubblicato da Einaudi dopo la
morte. Per Einaudi pubblica la raccolta in versi friulani "La
nuova gioventù" e "La Divina Mimesis", rifacimento
incompiuto dell' "Inferno dantesco". Esce da Garzanti
"Scritti corsari", che raccoglie gli interventi sul
"Corriere della Sera" e su altri giornali. Confida a Paolo
Volponi: "non farò più cinema, voglio rimettermi a
scrivere". Gira "SAlò o le 120 giornate di Sodoma",
che uscirà postumo. Sequestrato per oscenità, il film sarà
definitivamente dissequestrato solo nel 1978. Il primo novembre a Roma
rilascia a Furio Colombo, per "TuttoLibri", un'intervista di
cui lui stesso suggerisce il titolo: "Siamo tutti in
pericolo". Nella notte tra il primo e il due novembre viene
assassinato all'Idroscalo di Ostia in circostanze che, a tutt'oggi,
sono poco chiare.