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TORINO:
SETTEMBREMUSICA
2004
di NEALA
ANTINORI
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A
dire la verità siamo ormai alla fine, sì perché è iniziato il 4
settembre e finisce il 26 (domenica), ma io sono
lenta……intempestiva…..inaffidabile direbbe qualcuno e in ogni
caso ribadisco “meglio tardi che mai”.
La manifestazione musicale che ci accompagna nel passaggio
dall’estate all’autunno ormai da 27 anni, anche quest’anno ha
offerto un ventaglio di proposte assolutamente succose, sia per gli
amanti della musica classica sia per chi ama altri stili musicali.
Ogni giorno, dal primo pomeriggio alla sera, in diversi luoghi più
o meno suggestivi della città, grandi interpreti ci hanno
entusiasmati a prezzi contenuti o addirittura gratis (per la metà
degli eventi). Da Vittorio De Scalzi che ci ha proposto una
rilettura di Fabrizio De Andrè ne “Il suonatore Jones”, a
Marcel Marceau con la sua Novelle Compagnie de Mimodrame nella
“bomboniera” del Teatro Carignano. Da Arvo Part con la sua
spiritualità al Conservatorio, al grande Peppe Barra che ha
riempito il Teatro Regio affascinando e coinvolgendo nei suoi ritmi
tutti partenopei l’uditorio dei “bugia nen”. Grandi direttori
d’orchestra al Regio e all’Auditorium del Lingotto hanno
interpretato musiche di Monteverdi (Jordi Savall), Strauss, Mahler (Zubin
Mehta), Cajkovskij (Lorin Maazel), Haydn (Riccardo Muti), Berio (Pierre
Boulez), e per il gran finale Bach, Mozart e Paganini con i
Filarmonici di Roma diretti da Uto Ughi (e violino).
Certo non ho seguito tutto, ma neppure la metà, giusto un assaggio,
perché le proposte erano tante. All’inizio mi ero preparata un
bel programmino che tenesse conto delle mie disponibilità
finanziarie e delle necessità della famiglia ( essenzialmente mio
figlio….schiavista!), poi chissà come mai, ho cominciato a
depennare una serie di eventi gratuiti e così mi sono persa Ravel,
Gershwin, la musica Veneziana del seicento, il Quartetto Arditti,
Arvo Part, la poesia di Paul Celan e Vivaldi e Bach e chissà
quant’altro.
Fortunatamente in una Torino tutt’altro che deserta nella
settimana di ferragosto, Raffaele mi ha convinta ad acquistare i
biglietti per le cose che non volevo perdere, Paolo Conte però era
già esaurito (per entrambe le serate, sigh). Mi sono quindi goduta
la splendida performance di Peppe Barra al Regio, un inconsueto
Brecht cantato dall’Ensemble Modern con Marco Paolini in veste di
narratore, i rituali danzati del Kerala assolutamente diversi dalla
nostra concezione di danza e di musica. In chiusura mi aspettano Uto
Ughi e Rostropovic e il passaggio alle brume dell’autunno sarà più
lieve………………….
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