Prefazione
Non
deve essere stata una coincidenza che due libri siano stati
pubblicati nello stesso anno, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro,
e quasi con lo stesso titolo. Mentre Vision infatti decideva di
affrontare Il sonno della ragione con una collezione di saggi,
Oriana Fallaci si preparava a lanciare un appello feroce con la
Forza della ragione.
Non
deve essere stata una coincidenza. Deve essere stata invece la
sensazione assai diffusa che non riusciamo più a usare strumenti
razionali, che vi sia sempre meno spazio per la ragione e per i
valori che alla ragione sono legati, che questa crisi stia adesso
diventando sempre più grave e meno controllata.
Punto
di partenza di entrambe i libri è la convinzione che sia ormai un
dovere morale scendere in campo, ognuno con le proprie forze, contro
quello che è il nostro vero <nemico invisibile>.
Le
somiglianze finiscono però qui e tra i due <tentativi> vi
sono infatti differenze sostanziali.
Una
differenza in termini di diagnosi o forse di approccio: per Vision
è irragionevole pensare che il male oscuro possa essere
circoscritto ad una parte del sistema. È infatti nostra
fondamentale convinzione che purtroppo i problemi sono complessi
perché diffusi e che, per questo motivo, non si possa più dividere
il mondo in classi e in ideologie contrapposte. Il libro della
Fallaci è del resto una denuncia. Il nostro è, invece, un
contributo a un percorso faticoso che si propone di trovare
soluzioni.
Queste
sono differenze fondamentali che, del resto, rispecchiano identità
totalmente diverse. Da una parte, una giornalista, da sempre
coscienza critica di un paese pieno di senatori, insicurezze e
rimorsi; dall’altra una think tank sempre proiettata, come la
generazione che rappresenta, verso una dimensione internazionale che
è, forse, l’unica che ha la scala necessaria per poter costruire
soluzioni alle questioni che le Società avanzate si trovano a dover
affrontare.
La
Forza della ragione è un appassionato monologo che scuote
violentemente e desta dal torpore, il Sonno una raccolta di
riflessioni pensata per poter aggiungere nel tempo altre
provocazioni e ulteriori risposte.
In
fin dei conti siamo simili e diversi. Siamo forse complementari ed
è per questo che questa pubblicazione de il sonno della ragione si
apre con questo confronto. Potrebbero essere due libri, gli autori
– i grandi giornalisti e le giovani think tanks – i termini
dialettici sui quali ricostruire una competizione leale, un
dibattito serio, appassionato sulle questioni che agli argomenti del
sonno della ragione sono collegate. Questioni che sfuggono alla
nostra capacità perché gli strumenti che abbiamo, quelli che le
burocrazie e le ideologie riescono ad esprimere, quelli tra i quali
secondo alcuni dovremmo scegliere si sono tutti dimostrati
chiaramente non efficaci. Complessità che non possiamo più
limitarci ad osservare ma rispetto alle quali dobbiamo, quanto
prima, trovare soluzioni nuove.
Uno
sforzo che Vision, con forza, sta proponendo da qualche anno e
giornalisti come la Fallaci da qualche decennio. Da prospettive
assolutamente diverse.
Una
competizione leale tra idee, perché senza di esse si svuota di
significato il patto sul quale il modello stesso di <società
aperta> è stato costruito da altre persone, in altre epoche e
con grandi sacrifici.
Un
dibattito serio e appassionato, perché la ragione senza passione
muore atrofizzata. Un confronto difficilissimo perché quello che
resta dello <spazio politico> è rigidamente diviso in regime
di <oligopolio puro>: diviso tra una non-cultura, che avanza
dappertutto e che dappertutto si applica a distruggere i valori che
hanno retto la società italiana per anni, e una cultura che è
stata egemone e adesso sembra soprattutto stanca. Una cultura che
proprio dalla non-cultura trae la propria forza per sopravvivere a
se stessa e che ormai si limita a difendere quei valori non
riuscendo più a proporne alcuna sintesi nuova.
Gli
autori del nostro libro, il numero dei lettori della Fallaci
dimostrano però che esistono ancora le energie: quelle della
ragione che ci spinge a cercare di migliorare e quelle della
volontà di sopravvivere al pericoloso intorpidimento che silenzioso
era sembrato avanzare dappertutto.
Vision
è la think tank italiana dedicata a costruire soluzioni possibili
sulle questioni decisive per il futuro delle società avanzate.
Obiettivo
di Vision è raccogliere idee, proteggerle dalle urgenze del breve
periodo, farle crescere in progetti ad alto valore aggiunto sociale,
facilitarne la realizzazione.
Il
cuore di Vision e del suo sito è la "fabbrica delle idee"
dove le ricerche vengono sviluppate in tre aree: Tecnologie e
Società, Società e Globalizzazione, Globalizzazione e Democrazia.