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"La Terra dell'abbondanza"

Regia: Wim Wenders

Interpreti: John Diehl, Michelle Williams, Burt Young

Durata: h 1.54
Nazionalità: USA 2004
Genere: drammatico

 

Wim Wenders è un maestro delle immagini. Chi è abituato ai suoi film è consapevole di essere disarmato dinanzi alla sua creativa imprevedibilità. A chi non ha mai visto un suo film o documentario basterà vedere la prima sequenza de "La terra dell’abbondanza" per rendersi conto di come il regista tedesco riesca, con le sue immagini, a comunicare a tutti e cinque i sensi dei suoi spettatori.

Con "La terra dell’abbondanza" torna a presentarci l’America (gli Stati Uniti d’America) vista da dentro. Questa volta, però, l’anima resta sul fondo, mentre in primo piano sono il suo sistema nervoso, i muscoli ed i tendini, le viscere di questo paese colpito al cuore e nell’orgoglio.

Traballa "il sogno americano", stereotipo esportato nel resto del mondo e convinzione di gran parte degli americani, anche di quelli che vivono in condizioni poco agiate, comunque lontani dalle centinaia di migliaia di homeless che quel sogno lo raccolgono tra i rifiuti per rivenderlo a pochi cents.

Ad accompagnarci in questo viaggio è Paul, veterano di una guerra in Vietnam i cui spettri non ha mai abbandonato né lui né la coscienza americana, ora sergente dell’esercito sempre in allerta, alla ricerca di potenziali minacce terroristiche, e Lana, sua nipote, da poco rientrata dalla Palestina, dopo aver girato il mondo, a soli 20 anni, le zone più povere con i sui genitori missionari.

Wenders smonta l’apparenza, ribalta stereotipi, sollecita l’autocritica ad una società il cui vero problema è l’inquinamento delle coscienze dovuto a dipendenza da illusioni.

Un film assolutamente da non perdere.

 

recensione di Raffaele Niro

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