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SLAM
INTERNAZIONALE DI POESIA
25 luglio
2004
Settimana "estesa" dal 23 luglio al
primo agosto 2004: è quanto ha previsto il cartellone di
Theatropolis, festival internazionale delle arti di scena.
Il coordinamento Moncalieri Teatro ha curato,
per il settimo anno, un programma live che nel 2004 si intitola
"Vite indirette in diretta". La mia curiosità mi ha
portata, complice una tersa notte di stelle sulla collina di
Moncalieri, a varcare l’androne del Cafè Palestro.
Lo scenario è un vecchio cortile tra edifici
d’epoca, arroccato poco sotto il castello. Da qui il bisbiglio
delle mille coloratissime luci di un’afosa Torino che si stende,
blu e quietamente estiva, in un orizzonte notturno a perdita d’occhio.
Giovani poeti in gara questa sera: è slam
internazionale di poesia. Sul palco si avvicendano sei autori
(quattro uomini e due donne) giovani e agguerriti. Fondali e quinte,
rigorosamente neri, sono tagliati da onde di luce rossa e calda. I
poeti calcano il palcoscenico con le movenze e l’ispirazione di
attori consumati e ancora pronti a stupirsi.
Ed è subito gioco. Catturare l’attenzione
della platea e far colare parole dalla mente al cuore, cullarle,
sferzarle, renderle armonia e ferocia, incanto e fuga, denuncia,
favola, illusione, testimonianza, ode dissacrante, endecasillabo
ribelle, possibile sogno, lente spalancata sull’occhio del mondo:
questo è il veloce e avvolgente mistero della poesia stasera. Un
lancio di versi come sassolini nello specchio d’acqua e ombre del
pubblico. Le onde dalla platea si espandono, rimbalzano sulla scena
e rinascono in nuovi versi, nelle variabili sonorità liberate da
voci ora pacate ora ruggenti o scanzonate, intense e vagabonde, dei
sei poeti e del loro magico incontro con il teatro.
Il pubblico è giuria: pronta, attenta,
insindacabile.
Vince lo slam Stefano Raspini, istrionico
affabulatore di pirotecniche realtà. Il tutto non disgiunto da un
lento sapore di favola o di magiche e ironiche inquisizioni.
Applausi.
Al secondo posto Alessandra
Carnaroli: ragazza
che sa stupire e calamitare l’uditorio con l’essenzialità
incantevole, e straordinariamente intensa, dei suoi versi. Il
minimalismo del quotidiano diventa meraviglia, scorre con l’intensità
di un improvviso torrente, abbaglia.
Sono flash le sue catene di parole, agganci
perfetti dal banale al territorio dell’anima. Questa ragazza farà
strada.
Gli altri concorrenti si alternano in attente,
liriche o demistificanti, parcellizzazioni della vita e, inaspettata
e improvvisa, la poesia squarcia il tempo e ricade, quieta ed
elettrica polvere di parole e di consapevoli e veloci tensioni
emotive.
E’ stato un piacevolissimo navigare, pur
stando qui in platea, tra emozioni e parole, nel mare della poesia e
in quello magico del teatro.
All’appuntamento con il prossimo slam poetry
non mancherò.
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