PERCORSI CULINARI
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UNIVERSITA' DEL GUSTO

(a cura di Neala Antinori)

Mi pare di buon auspicio iniziare i nostri percorsi culinari nello stesso mese e anno in cui è stata inaugurata a Pollenzo (Cuneo -Piemonte) la prima Università delle Scienze Gastronomiche.Prima eh….prima nel mondo, con buona pace dei francesi, che sapranno perdonarselo, anche se ultimamente pare che li stiamo lasciando un po’ indietro…

..se è vero che Slow food (100000 soci, in cinquanta paesi del mondo, consulente della FAO), è nata nel 1986 a Bra (Cuneo) da un’idea di Carlo Petrini (langarolo). E ancora da Carlo Petrini arriva quattro anni fa la sfida per la realizzazione della prima Università delle Scienze Gastronomiche, sfida raccolta dalla Regione Piemonte e in seguito dalla Regione Emilia Romagna, che hanno messo a disposizione due prestigiose strutture: l’Agenzia di Pollenzo (Cuneo) e la Reggia di Colorno (Parma).

Il progetto dell’Università delle Scienze Gastronomiche è di formare una nuova figura d’operatore, in grado di 

assumere il ruolo di “interprete” della cultura alimentare. I corsi avranno inizio quest’autunno con un gruppo di 70 allievi, anche se le prescrizioni sono già a quota 500 e provengono da 32 Paesi.  I programmi sono densi e prevedono discipline di ambito sia scientifico, sia umanistico; si spazierà dall’agronomia alla storia, dalla zootecnia all’antropologia, dalle tecnologie alimentari alla sociologia, dalle tecniche di degustazione al marketing.Il tutto avviene nella splendida cornice dell’Agenzia di Pollenzo, grande complesso neogotico con struttura “a corte” che fu sede dal 1842 della prima Associazione Agraria. L’idea, allora, fu del re di Sardegna Carlo Alberto (Savoia, italiano? Francese? Boh!! Non è il caso di aprire un dibattito sul cosiddetto “Risorgimento”) che ne fece un centro sperimentale di ricerca per migliorare l’agricoltura e le attività collegate e presenti sul territorio della Tenuta Albertina (riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco).
E non è finita, sempre a Pollenzo nasce anche la prima Banca del Vino, ospitata in una grande cantina di affinamento dell’Agenzia, dove saranno accantonate 
sino a 170000 bottiglie di vini pregiati (rigorosamente italiani) con tanto di assicurazione. Sarà possibile in tal modo garantire la disponibilità di vini d’annata, non sempre reperibili, e magari anche qualche buon affare.Beh, questa cosa mi galvanizza, sarà che è italiana, sarà che è piemontese, 
sarà che “l’uomo è quel che mangia” (Feuerbach), ma mi pare una proposta rivoluzionaria in grado di contrastare il piano globale di omologazione al ribasso della cultura gastronomica e non. Chissà, forse mi lascerò affascinare sino in fondo e riuscirò ad intrufolarmi in qualche corso, purché non ci siano limiti d’età…..ehm!

Ma sono o non sono percorsi culinari? E allora non può mancare la ricetta, semplice, semplice ma con i fiori………..

Mazzolini di viole in camicia d’oro

Legare con uno stelo una dozzina di violette appena colte e poi altre dodici e altre dodici, insomma tanti mazzolini quanti occorrono. Sistemare i mazzolini in una ciotola  e coprirli di alchermes e zucchero ( va bene anche l’anice o il maraschino). Mentre le violette si macerano per bene preparare una pastella  con farina, rosso d’uovo, latte e zucchero (le dosi le sapete , deve essere abbastanza densa quindi giocate di farina).   Dimenticatevi il tutto per un’oretta e poi al momento di preparare la frittura unite alla pastella 1 o 2 chiare d’uovo montate a neve (così diventa più soffice). Tuffate i mazzolini , ben sgocciolati, nella pastella e friggeteli in abbondante olio bollente. Li potete servire (dopo aver eliminato l’eccesso di unto su carta assorbente) cosparsi di zucchero a velo e gocce di cioccolato…..gnam gnam…..dolcissimi e profumati!!!!!  

E mentre si cucina un po’ di buona musica…………vi consiglio i CD del Festival della Musica di Mantova (ottimo antidoto all’omologazione della cultura musicale)  

"Piccola Veliera" dei SULUTUMANA

 

Naviga verso l’incantato scoglio la piccola veliera,

sui bianchi fiotti tremola la prora, contro l’ignoto va,

all’occhio esperto è un segno che non erra il corso delle nuvole.

 

L’approdo è ritagliato nella roccia tra il lauro e la ginestra,

profumo di gigli e di gardenie dal lido e dal giardino,

profumo di bosso e biancospino, vecchie barche ed ulivi.

 

Lentamente movendo dalla riva salgono i pescatori,

mercato grande oggi, non manca pesce: lucci,alborelle,anguille;

il pigo si dibatte nella fiocina,dagli forte col remo!

 

         Fiori coglierò: viole,non ti scordar di,margherite d’oro e neve,

         gigli bianchi,rose ardenti mi fan bella per lui….

         fiori coglierò: viole, pensieri di dolcezza, inanellati sospiri,

         margherite d’oro e neve, rose, rose, rose…

 

Questa terra è fuoco nelle vene,questo cielo è sorriso,

questo giglio sul petto,mio Signore,è promessa d’amore.

Innocente fanciulla, son poeta e vivo di chimere.

 

Io cerco un nido profumato e pieno di palpiti d’amore,

spegnere non potrò per la mia vita questa voce che sento,

che dice che per te mi ha fatto dio e in questo lago brucio.

 

Un’orsa mi ha allevato nei dirupi al perversar dei venti,

le notti vegliarono l’offesa dei famelici lupi,

tra fiore e fiore la speranza muore, impossibile amore.

 

         Fiori coglierò: viole,non ti scordar di,margherite d’oro e neve,

         gigli bianchi,rose ardenti mi fan bella per lui….

         fiori coglierò: viole, pensieri di dolcezza, inanellati sospiri,

         margherite d’oro e neve, rose, rose, rose…

 

Libertà fremente di catene, libertà bugiarda,

per lei,con lei,sui nugoli di fuoco domani libero volo,

sul chiarore cristallo dei nevai,sulle belle città.

 

Col sorriso sul labbro mi sembrasti bella come la gioia,

tu puoi gioire,puoi soffrire,fremere,tu puoi dimenticare;

a me resta il ricordo di un amore,cicatrice sul cuore.

 

Mi fosti cara, Piccola Veliera, ti ricordi l’approdo?

Tra rose in fiore e gigli immacolati in un mattino d’oro?

 

Tacendo vai,portando il sogno avvolto in questa triste sera,

non sia lontano il dì ch’io ti raggiunga,mia Piccola Veliera.

   

         Fiori coglierò: viole,non ti scordar di,margherite d’oro e neve,

         gigli bianchi,rose ardenti mi fan bella per lui….

         fiori coglierò: viole, pensieri di dolcezza, inanellati sospiri,

         margherite d’oro e neve, rose, rose, rose…  

   §§§§§§§§§§§§§§§§§§

…..e chiudo, pensando a lui….

Vestimi di viole

come il primo giorno

che c’incontrammo.

 

Vestimi di velluto..

le tue mani,

come ieri

quando l’ombra

del glicine gelsomino

strusciava contro i vetri.

 

Vestimi di viole,

di bosco,scontrose,

nascoste  come quei pensieri

che si mostrano appena

e fuggono a dimenticarsi.

 

Vestimi di viole,

cogli nel seno il profumo,

succhia dai petali

quel che…già tuo,

non appassirà domani.

   

a R.

ascolta in diretta 

Rudi Mathematici

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