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Quattro storie di ordinaria
flessibilità su cui vigila dall’alto dei cieli Sandro Precario, un
pugile morto per sbaglio a cui San Pietro ha delegato l’archiviazione
delle preghiere dei precari che continuamente giungono dalla terra. È il
«Il Vangelo secondo Precario», primo lungometraggio italiano sul mondo
del lavoro atipico.
Dura faccenda quotidiana
con cui si fa a pugni tutti i giorni, argomento d’elezione nelle
conversazioni tra amici, preoccupazione costante negli incubi notturni di
cui, però, il cinema nazionale sembra non accorgersi. «Il precariato è
assente dalle produzioni cinematografiche italiane - sottolinea il regista
29enne Stefano Obino - relegato in documentari sui casi limite, sugli
stereotipi da call center che alla fine creano distacco da situazioni in
continua evoluzione. In questo film si parla invece di varie tipi di
precari, compresi quelli con lauree e master destinati in teoria a lavori
sicuri e ben pagati. La realtà è ben diversa, il precariato riguarda
tutti, atomizza uomini e donne considerandoli contratti più che persone».
Ecco dunque le vicende di
Marta, impegnata in un’improbabile indagine Ixtat, di Dora, stagista
televisiva a cui regolarmente vengono rubate le idee, di Franco, aspirante
scrittore e agente finanziario per vivere, di Mario, avvocato in attesa di
diventare socio dello studio legale. Per parlare seriamente di flessibilità,
guarda caso, ci doveva pensare un gruppo di giovani direttamente coinvolti
dal problema che attraverso internet hanno raccolto decine di storie vere
dai loro coetanei.
Alle prese con una
ulteriore scommessa rivoluzionaria: produrre il film dal basso senza
passare dall’industria, chiedendo il sostegno economico di migliaia di
persone attraverso la rete. E la risposta non è mancata: in breve si sono
mosse centinaia di persone e decine di associazioni tra cui Arci, Nidil,
Cgil, Cisl, Acli e Società di Mutuo Soccorso per raccogliere i 40mila
euro necessari alla produzione del lungometraggio (a fronte di opere prime
finanziate con milioni di euro). «Abbiamo messo in piedi un sistema di
autoproduzione, frazionando il badget in tante sottoscrizioni da 10 euro
che danno diritto a una copia del dvd e al proprio nome nei titoli di
coda. Il film offre così spunti di riflessione sui contenuti ma anche
sulle modalità di produzione, che grazie alle nuove tecnologie possono
diventare più snelle e più libere».
Dopo l’anteprima,
giovedì 20, alla Camera del Lavoro di Milano, lunedì 24 ottobre «Il
Vangelo secondo Precario» prodotto da OltreMedia uscirà in 150 sale e
circoli in tutta Italia, con una proiezione speciale al cinema Anteo di
Milano organizzata dall’assessorato alle politiche giovanili della
Provincia (l’elenco completo sarà presto disponibile on line sul sito www.ilvangelosecondoprecario.org)
di Luigina
Venturelli
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